IL RESTAURO

 

Il bene architettonico non è vincolato, ciononostante il condominio ha richiesto e recepito i consigli e le indicazioni della Soprintendenza di Siena e dell’Archeoclub di Roccastrada.

Conseguentemente è stata adottata la seguente procedura di restauro.

Il portale è in riolite, roccia vulcanica effusiva tipica della zona e costituente la rupe del castello sovrastante, comunemente denominata “trachite” termine improprio che definisce in realtà un altro tipo di pietra vulcanica effusiva simile alla riolite.

 L’analisi della superficie della pietra del portale ha rivelato incrinature, abrasioni e smussature particolarmente lesive dell’architrave e dello stipite sinistro.

Inoltre l’incastro dell’architrave sopra la finestra bassa ha procurato lesioni particolarmente invasive nello stipite destro e sinistro.

Per conferire profondità al portale, il paramento murario e la finestra bassa sono stati arretrati di circa tre centimetri e lo stesso paramento è stato intonacato e tinteggiato in omogeneità con la facciata.

Le incrinature della pietra sono state prima ripulite dalla disgregazione riolitica e consolidate con siringhe di resina epossidica Hardrock 554 della ditta Phase di Firenze.

Successivamente, una malta della stessa resina epossidica, mista a polvere di riolite di varia granulometria, ha ricostituito le parti mancanti mediante una ricomposizione tridimensionale del tessuto architettonico perduto.

E’ stata inoltre ricostruita la soglia d’ingresso per conferire, al portale, dinamicità con il collegamento  stradale.

Quindi è stata effettuata una generale pulizia della roccia originaria e delle porzioni restaurate mediante spazzolatura per rimuovere le incrostazioni cementizie, calcaree, gessose e organiche. 

Durante questa operazione, sull’architrave a sinistra, sono state rilevate tracce di intonaco tinteggiato di colore rosa.

Infine è stata attribuita, all’intera superficie del portale, la colorazione tipica della riolite esistente omogeneizzandola su tutta la struttura.

Sopra il cornicione è stata inserita una cappa cementizia per lo smaltimento delle acque meteoriche.

A completamento dell’opera, su tutta la struttura, è stata applicata una mano di Silicato di Etile della ditta Phase di Firenze come aggregante e protettivo superficiale.

Non è stato possibile recuperare il cornicione alto del portale interrotto a fine 1700 dall’inserimento della finestra alta.

Nel contesto della facciata sono state esaltate invece le falde del tetto mediante un gronda che conferisce una efficace prospettiva alla vista dal Borgo.

Il paramento murario della facciata non presentava nessun valore da salvaguardare a facciavista e quindi è stato interamente intonacato con fratazzo a rustico per conservare la tipica vetustà superficiale esterna.

Sono state mascherate le superfetazioni dei cavi elettrici e telefonici, delle tubazioni gas e acqua e dei relativi sportelli e installate griglie di mascheramento degli allacci del gas, tinteggiandoli dello stesso colore della facciata in modo da attenuarne l’impatto.

I numeri civici 21 e 23 e il segnale di Via Indipendenza sono stati incassati nella facciata in modo da ridurne la invasività.  

Il portale cinquecentesco minore al civico 21 è stato recuperato mediante minimi interventi mentre è stato ricostruito a nuovo il portale al civico 23 con pietra riolitica bocciardata a rustico ricostruendo anche la grata della finestra adiacente secondo il modello delle Carceri del Castello e inserendo anche una feritoia in pietra riolitica per lo scarico aereo di un servizio interno.