2° Concorso ............................ anno 2000

" don Balio fra i giovani"

 

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Seconda edizione del concorso a premi su temi sociali e di solidarietà intestato a Mons. Biagio Bailo, parroco di Roccastrada fra il 1943 e 1968, uomo d'azione e di molteplici virtù.

Il concorso, finanziato dal Rotary Claub di Follonica ha dato i seguenti risultati:

 

  • 1° premio Valerio Sammuri classe 3ª A Roccastrada

    2° premio Martina Mursiani classe 3ª C Roccatederighi

    3° premio Monica Moscatelli classe 3ª C Sassofortino

  • I Temi a concorso:

    1° Tema

    Ama il prossimo tuo come te stesso; questa massima evangelica che ha ispirato l'opera di don Bailo, costituisce per tutti un grande ammonimento ad impostare le relazioni tra gli uomini sulla solidarietà e non sull'indifferenza, sulla competizione o, peggio, sull'odio.

     

    2° Tema

    Purtroppo ancora oggi molti sono gli esempi di intolleranza e di discriminazione sia a grandi livelli, ma anche tra i ragazzi.

    Tu come esprimeresti la tua solidarietà verso un ragazzo della tua età messo in disparte per quelle che comunemente vengono definite "diversità" (colore della pelle, religione, nazionalità, ecc.) ?.

     

    3° Tema

    Stiamo insieme per conoscerci meglio, per aiutare gli altri al di sopra dei propri interesse.

    Rifletti ed esprimi la tua opinione su questo principio precisando come pensi possa essere realizzato, nella società moderna, così chiusa ai bisogni degli altri.

     

    Hanno concorso 60 studenti delle Scuole Medie di Roccastrada

    - l'80% ha scelto il tema n. 2 - il 15 % ha scelto il tema n. 1 - il 5% ha scelto il tema n. 3.

     

    1° premio

    Valerio Sammuri, anni 14, di Roccastrada

    Sammuri premiato dalla figlia del prefetto del Rotary

    Purtroppo ancora oggi molti sono gli esempi di intolleranza e di discriminazione sia a grandi livelli, ma anche tra i ragazzi. Tu come esprimeresti la tua solidarietà verso un ragazzo della tua età messo in disparte per quelle che comunemente vengono definite "diversità" (colore della pelle, religione, nazionalità, ecc.) ?.

    E' purtroppo vero che esempi di intolleranza e discriminazione sono assai frequenti nel mondo: si verificano, infatti, numerosi episodi nei quali le persone più benestanti umiliano o cercano di ostacolare la vita di quelle più deboli, magari per trarne vantaggio, ma anche per soddisfare un loro ideale razzista.

    Spesso, chi è autore di discriminazioni, si crede superiore agli altri esseri umani che, seppur di nazionalità, cultura o religione diversa, hanno la stessa dignità ed il medesimo diritto di essere rispettati.

    Invece, specie se essi vanno a vivere in una piccola comunità di uno stato benestante, per sfuggire alla povertà dominante in quella che era la loro terra di origine, vengono spesso emarginati dalle persone che vi abitano, le quali fanno gruppo, si riuniscono, lasciandoli soli, chiudendo qualsiasi possibilità di dialogo con loro e, talvolta, ignorandoli addirittura.

    Queste discriminazioni avvengono fra semplici cittadini di nazionalità diverse, ma anche su più vasta scala, cioè fra le parti politiche che governano i vari stati: un tipico esempio di questo è rappresentato dagli stati più ricchi e sviluppati del nord del mondo che costringono, anche se indirettamente, alla sottomissione tutti i paese del terzo mondo, che essi sfruttano il più possibile attraverso le potenti multinazionali, per trarne risorse di qualsiasi tipo.

    Per fare questo ne limitano fortemente lo sviluppo sia industriale che sociale, in modo da ottenere i maggiori profitti possibili, senza che i paesi possano reagire.

    Ovviamente, questo fatto getta, non solo gli stati, ma anche tutti coloro che vi risiedono, in miseria.

    Le varie popolazioni del terzo mondo sono costrette a "lavorare per gli stati ricchi" per ottenere una paga minima che non permette loro neppure di sopravvivere.

    Ho detto "lavorare per gli stati ricchi" perché, in realtà, sono loro che stabiliscono i prezzi delle varie merci di cui uno stato povero dispone e che mette sul mercato.

    E poi, quando i residenti in questo stato cercano di raggiungere gli stati più ricchi, loro indiretti sfruttatori, coloro che vi abitano li vedono inferiori, per cui li emarginano e li maltrattano.

    Si attua così un doppio sopruso, quindi, che li umilia: gli immigrati cercano di sopportarlo, con le loro poche forze, per cercare di proteggere le loro famiglie e per vedersi riconosciuto il diritto di rimanere, ma, secondo me, non ce la possono fare da soli contro tutti.

    Qui entra in gioco la solidarietà di alcune persone verso tutti gli immigrati: di solito, quelli che hanno un senso della società e della cristianità più accentuato, come don Balio, sono quelli più solidali, persone che danno tutto, sia a livello economico che di energie.

    La loro opera, secondo me, deve essere particolarmente rivolta verso i bambini di famiglie deboli che sono, forse, quelli che hanno più bisogno di aiuto.

    Ma penso che l'intera società dei paesi ricchi dovrebbe dimostrare la propria solidarietà verso i più deboli, verso i bambini poveri.

    Io mi ritengo uno di quelli che può farlo, anche se sinora non ne ho avuto occasione: credo che cercherei soprattutto di parlare, con un mio coetaneo immigrato, perché, secondo me, parlare con qualcuno che soffre lo aiuta ad uscire dalla sua sofferenza e dalle sue difficoltà.

    Per aiutarlo, gli fornirei, se possibile, anche aiuti di tipo economico ed a livello di vestiario, per evitare che la sua famiglia sprofondi in una situazione di miseria e per renderlo più simile agli altri ragazzi.

    E', però, molto difficile realizzare un'opera di solidarietà quando non si ha appoggio altrui: pertanto, tenterei, allo stesso tempo, di convincere altri miei amici a parlare anch'essi con lui, in modo che egli si senta veramente capito e possa superare le varie diversità che intercorrono fra lui e gli altri ragazzi.

    Comunque, anche l'opera di una persona può fare molto per favorire i più deboli: credo che don Bailo, in questo campo, sia uno degli esempi più autorevoli.

    Cerchiamo di seguire quello che fu il suo insegnamento e di ammirare la sua opera, perché solo se tutti saremo solidali verso gli altri, potremo aspirare a costruire un mondo migliore, senza più sfruttamento o discriminazioni.

    Devo ammettere, benché non sia credente, che coloro che svolgono le più importanti e positive opere di solidarietà sono gli uomini di Chiesa, che si impegnano fino in fondo a migliorare la condizione di vita del mondo: dobbiamo ammirarli, sostenerli ed, in questo senso, cercare di imitarli: ci sono molte persone nel mondo che hanno bisogno di solidarietà....

     

     

     

    2° premio

    Martina Mursiani 14 anni Roccatederighi

     

    Stiamo insieme per conoscerci meglio, per aiutare gli altri al di sopra dei propri interesse. Rifletti ed esprimi la tua opinione su questo principio precisando come pensi possa essere realizzato, nella società moderna, così chiusa ai bisogni degli altri.

     

     

    "Stare insieme per conoscersi meglio": per molte persone questa frase ha un significato molto profondo, per me relativo. Premetto innanzitutto che non mi ritengo una persona razzista, anche se, talvolta, non condivido le idee degli altri, pur rispettandole.

    Penso di essere una ragazza abbastanza solidale, sempre pronta a dare aiuti e consigli.

    Certe volte però mi sembra di dare troppo, di non tenere in considerazione e di non tirare fuori la mia personalità, così mi ritrovo sola.

    Credo che oggi siano cambiate molte cose rispetto ai tempi passati e credo che le persone sono e saranno sempre egoiste, in quanto dentro ad ogni essere umano c'è sempre un aspetto razzista che si manifesta soprattutto con le parole.

    Infatti è facile parlare, è facile sostenere delle affermazioni, ma le parole sono fonte di illusione se poi i fatti non si realizzano.

    Non serve conoscere gli altri, quando non conosciamo ancora noi stessi, non serve criticare un diverso quando siamo noi i diversi.

    Io penso di conoscermi, ma forse conosco solo quello che voglio, senza esternare veramente quello che sento.

    Inoltre non c'è nessun bisogno di stare insieme per conoscersi meglio, se non c'è dialogo.

    La società sta diventando sempre più chiusa, c'è sempre più egoismo e, di conseguenza, stanno crescendo smoderatamente l'intolleranza e il razzismo.

    Questo è dovuto al consumismo e al fatto che ogni persona è attaccata troppo ai propri beni materiali.

    Se nel mondo ci fosse riconoscenza, aiuto reciproco e scomparisse l'odio, l'indifferenza e l'egoismo, l'uomo troverebbe accanto a se un fratello anche se un fratello di pelle nera.

     

     

     

    3° premio

    Monica Moscatelli 14 anni Sassofortino

     

     

    Purtroppo ancora oggi molti sono gli esempi di intolleranza e di discriminazione sia a grandi livelli, ma anche tra i ragazzi. Tu come esprimeresti la tua solidarietà verso un ragazzo della tua età messo in disparte per quelle che comunemente vengono definite "diversità" (colore della pelle, religione, nazionalità, ecc.) ?.

     

    Il razzismo è un grave problema della nostra società. Dopo essere stato alla base dello schiavismo negli Stati Uniti, diventa un'idea di fondo del nazionalismo, dell'imperialismo e del colonialismo.

    Ignoranza e pregiudizi inutili (soprattutto paura nei confronti del "diverso") sono le molle che, fin dai tempi più antichi, hanno fatto scattare la diffidenza nei confronti dell'altro.

    Anche oggi si parla del "diverso", una paura fondata forse non tanto sulle differenze fisiche, considerate le cause principali ma, secondo me, sul timore di accettare una nuova cultura, le idee del nuovo individuo che deve inserirsi nella società.

    La cultura dominante è sempre stata quella bianca perché ritenuta superiore.

    Alla fine dell'ottocento si cercò di dimostrare "scientificamente" l'ineguaglianza tra le razze umane, la superiorità fisica, intellettuale e morale della razza bianca nei confronti della razza di colore.

    La pretesa inferiorità dei neri giustifica il ruolo dominatore dei bianchi.

    Episodi di razzismo e di discriminazione possono verificarsi in gravi forme come ad esempio le numerose guerre scoppiate in ex- Jugoslavia.

    Le cause dominanti dovrebbero essere motivi religiosi e razziali, ma spesso si tratta solo ed esclusivamente di motivi economici.

    Nella nostra società, ogni giorno, rimaniamo passivi, di fronte ad episodi del genere.

    Tante volte leggiamo sul giornale fatti di cronaca che mettono in evidenza forme di intolleranza, eppure, finché non veniamo toccati personalmente, facciamo finta di niente e pensiamo soltanto a noi stessi.

    Può però capitare, qualche volta, che siamo noi ad essere l'altro, il diverso.

    Solamente in quel momento capiamo come viviamo tutti isolati, staccati l'uno dall'altro.

    Anche nel nostro ambiente abbiamo modo di vedere tutti i giorni episodi di discriminazione.

    Io vivo in un piccolo paese che a volte presenta casi in cui si vede come il razzismo sia radicato anche qui.

    Alcune volte ho assistito ad episodi di intolleranza e devo ammettere che il mio è stato un atteggiamento passivo.

    Però devo dire che essere diversi non consiste solo nell'avere un diverso colore della pelle o professare un'altra religione...

    Diverso può essere una persona che viene "vista" così dagli altri in quanto non ha atteggiamenti e modi di comportamento conformi alla norma.

    L'unica volta che ho preso le difese di un "diverso" è stato quando il "diverso" in questione era il mio migliore amico.

    Questo, assumendo atteggiamento non prettamente maschili, veniva offeso e deriso da tutti.

    Credo che sia stata una cosa veramente ignobile, ma credo anche che sia stato un fatto che mi ha aiutato a capire qualcosa di più.