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"don Bailo fra gli studenti"...1999 

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"...L'amore che aveva per le persone più anziane aveva cercato di trasmetterlo anche ai suoi giovani" (tratto dal libro "L'Ultima cambiale" di Enrico Pizzi).

Come pensi che oggi si possa esprimere l'amore per gli anziani?

 

 

Tema di Martina Balocchi

Roberto Pacenti del Rotary Claub premia Martina

anni 14 - 3ª Classe di Ribolla

1° premio

 

Attualmente la situazione degli anziani non è certo positiva: alla radio e alla televisione vengono trasmesse notizie di persone appartenenti alla fascia della Terza Età, sole, ammalate e bisognose di affetto.

A volte, infatti, si approfittano di essi per compiere atti vandalici più o meno gravi; ma non sono solo queste cattiverie a ferire gli animi dei vecchi.

L'indifferenza da parte dei propri cari ferisce loro molto più di un furto o di una minaccia; spesso non ci rendiamo conto del modo di vivere, fisico e morale, dei "nonni", che sentono talmente forte la necessità di considerazione da parte dei figli e dei nipoti, che non chiedono alle persone esterne di soddisfare i propri bisogni per non sembrare un peso.

Ma spesso dentro di loro sono presenti delle necessità basilari che, non solo loro non espongono, ma molti di noi non riescono a comprendere.

E' compito di noi giovani, degli altri anziani più fortunati e degli adulti, di occuparsi di questa parte di popolazione che, in questi ultimi anni, sta crescendo notevolmente.

Per questo, molti, che hanno capito la condizione di queste persone, si sono organizzati in squadre di soccorso, di volontariato, che si occupano di assistere gli anziani nei momenti più grigi della loro vita: ma la loro opera di bene è inutile se i parenti ed i conoscenti di una persona di Terza Età non offrono, anch'essi, un sostegno morale o sanitario.

Nei volontari sussistono ideali che, nella maggior parte, si possono riassumere nella frase: "...L'amore che aveva per gli anziani aveva cercato di trasmetterlo anche ai giovani...".

Questo perché la mano degli assistenti sociali non è sufficiente a soddisfare le esigenze di tutta la popolazione bisognosa e, quindi, la società, necessita di educare i giovani di oggi ad azioni positive per il futuro.

Secondo il mio parere questo problema è molto grave anche se non posso dire che dipende da persone come me o come quella appartenente alla mia famiglia.

Nell'ambito familiare mi è sempre stato insegnato il rispetto, la comprensione e la considerazione nei confronti dei miei nonni e delle altre persone anziane che conosco.

Ma non lo faccio per ottenere l'approvazione dei miei genitori e degli altri, bensì perché non mi andrebbe mai di vedere un mio caro in mezzo ad una strada, solo e triste; e poi non bisogna vedere un anziano come una persona da mantenere, ma anche come una fonte di insegnamenti e di lezioni di vita.

Posso affermare ciò con molta sicurezza visto che ho, con i miei nonni, un rapporto solido e basato sull'affetto; certo, a volte sono un po' noiosi quando ti mettono sempre in guardia anche quando l'azione che stai per compiere ti sembra ottima, ma non lo fanno per scoraggiarci, ma solo per prevenire eventuali difficoltà.

E bisognerebbe dargli ascolto, almeno qualche volta, ricambiando il loro affetto.

 

 

Tema di Valentina Cecchetti

anni 14 - 3ª Classe di Roccatederighi

2° premio

 

Al giorno d'oggi sono sempre di più le persone che giungono ad una età avanzata, grazie ai progressi della medicina, dell'alimentazione, della tecnica, ecc.

Non sempre, però, il fatto di oltrepassare anche i cento anni, corrisponde ad una autonomia fisica, perché ci sono molte persone che non godono di ottima salute, perciò hanno bisogno di continua assistenza e compagnia per vincere la solitudine che le affligge.

Comunque, anche coloro che sono autonomi e sembra che non abbiano bisogno di aiuto, in realtà necessitano di assistenza.

Per renderci conto della situazione degli anziani di oggi, ci basta visitare anche una sola delle numerose case di riposo, infatti, una volta entrati, ci rendiamo veramente conto che tutte le persone che vi sono all'interno non fanno altro che aspettare il momento della morte.

Renderci conto di ciò è veramente sconvolgente, ma lo è ancora di più il fatto che questa situazione esiste anche al di fuori delle case di riposo, e forse è peggiore.

Le persone che vivono da sole, infatti, la maggior parte delle volte cadono in depressione, pensano di essere un peso per tutti e attendono come una liberazione la loro morte.

Inoltre c'è anche chi crede che non valga la pena di lottare in un mondo che lo fa sentire completamente inutile.

Esistono tante di queste persone e sono tutte intorno a noi, anche se forse qualcuno non se ne rende conto perché assillato da troppi ed estenuanti impegni di lavoro.

Per fortuna ci sono anche altri, che capiscono i loro problemi e cercano di fare tutto il possibile per aiutarli e migliorare le loro condizioni di vita che, spesso, non sono soddisfacenti.

Questa triste situazione non è una tappa obbligatoria della vita per la quale tutti dovranno passare, ma è il risultato della trasformazione della società che ha coinvolto anche la famiglia i cui componenti si sono messi a rincorrere degli ideali che li portano a diventare egoisti e prepotenti nei confronti dei loro familiari.

Una cosa è certa: il concetto di amore e rispetto va insegnato o, in qualche modo, va fatto recepire dai giovani, i quali, se non vengono educati da piccoli, ignoreranno per sempre i valori fondamentali della vita.

Riflettiamo su quante volte gli anziani si mostrano disponibili ad aiutare noi giovani a capire meglio la vita e ad affrontare nel migliore dei modi le situazioni difficoltose.

Contraccambiamoli, quindi, aiutandoli quando stanno soffrendo; in fin dei conti basta poco a renderli felici!.

Visto che noi giovani siamo allegri e fantasiosi, possiamo cercare di organizzare dei piccoli spettacoli per gli anziani, in modo da rallegrare le loro tristi giornate.

Dobbiamo cercare, inoltre, di migliorare il nostro atteggiamento verso i nonni o qualsiasi altra persona anziana, sopportandoli anche quando sono noiosi e, a volte, scorbutici.

Possiamo anche passare un po' del nostro tempo in loro compagnia, cercando di fare dei lavoretti insieme o di fare delle passeggiate, grazie alle quali possono essere a contatto con la natura e il mondo circostante.

Il sacrificio richiestoci è poco in confronto alla soddisfazione che avremo per aver regalato, loro, attimi di gioia: il loro sorriso rimarrà per sempre nei nostri cuori.

 

 

 

Tema di Fabio Bonazia

anni 14 - 3ª Classe di Roccastrada

3° premio

 

Durante la sua vita, don Bailo, ha sempre aiutato e assistito, con tutte le sue forze e con ogni mezzo a sua disposizione, gli anziani, cercando di trasmettere l'amore che nutriva verso di loro, anche ai giovani.

La stessa creazione dell'istituto geriatrico non voleva essere, da parte sua, un invito a "liberarsi" dei propri "nonni", ma una risposta ai gravi disagi di coloro che, ormai anziani, non potevano contare sull'aiuto della famiglia.

Il messaggio che il parroco cercava di infondere, trenta anni fa, è ancora oggi di grande attualità, in un mondo in cui ci si preoccupa sempre meno dei vecchi e dei loro problemi.

Spesso essi vengono rinchiusi negli ospizi e abbandonati al loro destino perché i figli li considerano un peso e un intralcio alla loro libertà.

Ci sono addirittura familiari che li strappano alle loro case e quasi alla vita soltanto per "rubare" i loro averi.

Costringerli a vivere in istituto, per lo più contro la loro volontà, è, secondo me, una grave ingiustizia, perché, allontanati dal loro mondo, essi soffrono terribilmente.

La loro è infatti un'età in cui più forte diventa il bisogno di avere vicino persone che li amino e che li facciano sentire utili e parte integrante della loro vita.

Essi ci hanno amato e cresciuto e non capisco come adesso possiamo voltar loro le spalle.

Non a caso sentiamo sempre più spesso parlare di suicidi o di tentativi di fuga dagli ospizi, a volte con esiti tragici.

Basterebbe poco per farli sentire ancora amati, ancora dignitosi.

Essi non hanno, infatti, molte pretese: desiderano solo starci vicino e sentirsi accettati e circondati di affetto.

Prima di decidere di mandare un vecchio in una casa di riposo, dovremmo perciò riflettere a lungo e pensare a cosa faremmo e a come ci troveremmo noi al suo posto.

Tenerlo con noi è senz'altro la scelta giusta.

Egli può rendersi utile in casa, colmando di affetto i bambini e giocando con loro.

Dall'alto della sua esperienza può, inoltre, dare consigli giusti e preziosi.

E' assurdo relegare in ospizi anziani ancora socialmente utili, ma anche quelli che, con il sopraggiungere dell'estrema vecchiaia e delle malattie, perdono la propria autosufficienza, ma restano, comunque, degni di essere amati e di essere tenuti vicino a noi.

Sono pertanto contrario alle case di riposo che sono però, purtroppo, strutture indispensabili, oggi più di ieri, dato che sono ormai poche le famiglie disposte ad accudire i propri anziani.

Gli istituti geriatrici devono perciò essere intesi, secondo la concezione di don Bailo, come un rimedio all'assenza della famiglia.

Rimane il fatto che spesso, al loro interno, gli anziani vivono isolati ed in solitudine e molti aspettano soltanto di morire.

Talvolta è necessario imbottirli di farmaci per farli stare tranquilli.

Don Bailo, con la sua vita, ha cercato di insegnare, soprattutto, a noi giovani, che, pur nel nostro piccolo, possiamo renderci utili ed essere solidali con gli anziani.

Possiamo farlo aderendo ad associazioni di volontariato che hanno lo scopo di aiutare ed assistere i vecchi che non hanno l'appoggio di una famiglia.

Senza fare grandi cose, con piccoli gesti o una parola di solidarietà, potremo farli sentire ancora uomini, ancora amati e coccolati.

Alcuni di noi si sono già mossi in questa direzione, andando a trovare, in occasione della Via Crucis, alcuni di questi anziani all'interno dell'istituto geriatrico.

Ritengo che questa esperienza sia stata, per loro, estremamente positiva, in quanto ho riscontrato, in molti di essi, segni di serenità e felicità.

Noi, da parte nostra, ci siamo sentiti più sereni e utili alla società ed al prossimo, portando il nostro messaggio di solidarietà.