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Esperienze 2003 |
| ROCCASTRADA LEADER IN SOLIDARIETA' 7-12.03 "E' stata Roccastrada e la sua carica di solidarietà - dichiara don Claudio Piccinini che festeggia il 25° anniversario del suo sacerdozio proprio nella sua parrocchia da dove nel 1995 è partito per la Missione in Bolivia - che mi ha convinto della necessità della missione a servizio dei più poveri in America Latina." "E' Roccastrada - continua don Claudio - la sede di iniziative che hanno fatto raggiungere alla missione diocesana gli obiettivi primari di sviluppo internazionale per tanti poveri nel terzo mondo. Ricordo poi i gemellaggi europei del Comune che hanno aperto anche la comunità cattolica locale alla solidarietà europea. Ma devo ringraziare in particolare l'Associazione Missione San Lorenzo che ha dato vita da Roccastrada a iniziative di sostegno come il sovvenire al parroco della chiesa locale. Vorrei citare anche i volontari che da Roccastrada hanno speso il loro tempo per la missionarietà e quelli che da qui con le adozioni a distanza sostengono economicamente la missione. Per questo io mi sento ancora roccastradino e non solo perché ho ancora qui la mia residenza. D'altra parte ai volontari di Roccastrada, al Coro dei Concordi al Comitato don Bailo, alla Confraternita sono giunti i ringraziamenti sia dalla chiesa sorella boliviana con la visita del Card. Terrazas sia quelli personali del Card. Scola che proprio da Roccastrada annunciò la mia partenza per S. Cruz. Riconoscenza quindi alla comunità parrocchiale che ha accolto il presule boliviano nel 2002 ma un grazie sincero mi sento di rivolgerlo e con tutto il cuore a Mario Amerini presidente della associazione missionaria diocesana, che, da Roccastrada con la mia approvazione e il mio plauso ha saputo superare ogni difficoltà e ogni carenza animando e stimolando la comunità locale. Se la Missione Diocesana è giunta a questi traguardi ciò si deve a chi sta in trincea anche in Italia a servizio dei poveri. Ora 100 famiglie in Bolivia hanno un salario, migliaia di bambini possono tornare a sorridere, tanti giovani sono coinvolti in tutta Italia grazie ad un'opera metodica e professionale dei volontari roccastradini. C'è ancora tanto da fare ma io non potevo festeggiare meglio i miei 25 anni di sacerdozio se non proprio qui a Roccastrada per ringraziare chi da 15.000 km sta aiutando la mia povera gente di Bolivia a progredire nel corpo e nella mente. Un'ultima cosa voglio dire ai roccastradini: la prossima pasqua il vescovo chiederà anche alla parrocchia di Roccastrada un contributo per realizzare una nuova Casa Famiglia per giovani carcerati a S. Cruz. Cari compaesani siate generosi .... come sempre. |
| 2ª
LETTERA PASTORALE DEL VESCOVO
28.09.03 Riparte
la macchina della Diocesi di Grosseto con il pieno della nuova lettera
pastorale del Vescovo Agostinelli dal nome:
"Ne costituì
12 perché stessero con lui e per mandarli a predicare"
un passo evangelico di Marco. Alla Santa Famiglia erano invece ben 250 i laici attenti alle linee programmatiche del Vescovo stese su 18 pagine fitte edite dalla Semar di Grosseto. L'analisi: La lettera dà le linee programmatiche dell'episcopato di Agostinelli. La parola d'ordine per i cattolici nel 2004 si concentra su 3 punti: 1 - Rivalutare il ruolo della parrocchia come luogo privilegiato e il parroco come figura centrale di comunione e collegialità. 2 - Puntare tutto sui giovani creando luoghi e tempi adatti per loro. 3 - Costituire la Caritas in ogni parrocchia. Il raccolto di questa semina in Maremma sembra rimandato a tempi lunghi affidato come sembra soprattutto all'evoluzione di un nuovo rapporto generazionale. Non solo ma le 3 parole d'ordine sembrano ammettere la difficoltà del rapporto con i cattolici adulti, disincantati e divisi anche dalla diaspora politica. L'amore, la passione, l'ottimismo e la determinazione di questo vescovo per la chiesa grossetana è costante negli 11 capitoli della lettera e sembra oscillare solo quando invita i preti a "cercare" di coinvolgere i laici riconoscendo implicitamente che il nodo sta proprio qui e che è molto più agevole quindi "lavorare" sulle giovani generazioni. La difficoltà di dialogo tra preti e società infatti è la nota dolente della pastorale della chiesa d'oggi e la stessa assemblea diocesana si è rivelato un test significativo con la presenza di 20 parroci su 49, impegnati, gli assenti, nella routine ministeriale. Un'altra implicita difficoltà è l'ammissione della necessità di una "chiesa convertita", passaggio meritoriamente contraddittorio e autocritico nello stesso tempo. Una lettera pastorale vibrante e propositiva, quindi, la 2ª lettera del vescovo Agostinelli dopo un anno e mezzo di episcopato, contro "l'orizzontalismo schiacciante" sul quale la figura del prete maremmano dovrebbe elevarsi illuminata dalla "potenza dello Spirito". Il commento: "Le difficoltà in Maremma ci sono perché i laici, adulti e giovani, sono sempre più esigenti circa la prassi evangelica dei loro preti. Noi crediamo che il lavoro pastorale dentro e fuori dal tempio, specie mediante i giovani, possa ripartire proficuo proprio da Grosseto, uscendo dal tempio con in mano l'arma della denuncia contro ingiustizia, corruzione, demagogia e condizionamento mediatico dei padroni delle coscienze, dell'economia, delle armi e soprattutto smettendola di stringere l'occhio al potere. Il cemento comune di un nuovo rapporto preti-giovani è stare chiaramente dalla parte dei più deboli anche a Marina, Gavorrano, Scarlino, Castiglione, ecc..... Fino ad oggi, per non scandalizzare i pochi osservanti, si è preferito tenere alla stanga, fuori dalle chiese, migliaia di battezzati che attendono ancora, impazienti, di rientrare ad un solo cenno innovatore della chiesa in questo senso. Non parliamo delle periferie della diocesi dove le comunità ecclesiali sopravvivono e soffrono in silenzio ma se la chiesa di Grosseto tutta riuscisse, anche con uno solo dei suoi 49 parroci, a far emergere una personalità "fuoriserie" che sapesse pagare per il proprio coraggio a favore degli ultimi come ha fatto don Milani, don Zeno, don Bailo, padre Alex Zanotelli e tanti altri testimoni di una chiesa viva che esiste ancora, le parrocchie, dall'Amiata al Mare, si riempirebbero di gente nuova che spazzerebbe via questo immobilismo che conferisce alla Chiesa Locale e Universale un alone di ambiguità sempre pronta, come appare nell'immaginario collettivo, a benedire con disinvoltura tutto e tutti, dagli eurofighter alle favelas. Si dissolverebbe così lo stereotipo del prete-impiegato e del prete-opportunista che aleggia così frequente nella società reale e rifiorirebbe così un cristianesimo giovane guidato da un prete "stimato" dai nuovi poveri che siamo sempre di più e odiato dai pochi ricchi che sono sempre di meno. I rischi di questa scelta? Sono quelli stessi di Cristo: la croce. Niente di più, niente di meno." |
| Giornata Mondiale della Gioventù 2005 6.09.2003 40 giovani saranno ospitati in Germania. La proposta è giunta dal parroco cattolico di Zeiskam Bernard Braun ed è finalizzata alla organizzazione della Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia in Germania nel 2005 dove sono previsti affluire ben 5 milioni di ragazzi da tutto il mondo. Il fulcro della grande giornata sarà la cattedrale di Colonia. Padre Braun, 40 anni, parroco ad interim di altre 2 grandi parrocchie oltre a Zeiskam, ha partecipato fattivamente alla riuscita del gemellaggio con Roccastrada nel 2001 mettendo a disposizione le strutture parrocchiali per le cerimonie ufficiali. Oggi il prete cattolico tedesco propone una innovativa partnership internazionale per la riuscita di un evento che si configura colossale superando i numeri del giubileo romano del 2000. I giovani roccastradini saranno ospiti nelle famiglie tedesche e nella casa parrocchiale trascorrendo un periodo di training a Zeiskam per poi trasferirsi a Colonia per il festival e qui incontrare il Papa. Speriamo che la comunità ecclesiale roccastradina ne approfitti. |
| Radici cristiane e matrimonio luterano 4.09.2003 In Italia la presenza di svariate confessioni religiose costituiscono ormai un vero e proprio "mosaico della fede" che sta trovando impreparati molti cattolici, incapaci di coglierne la reale portata, timorosi degli effetti possibili. L'unità europea poi mette in contatto tanti cristiani che si ritrovano a dialogare come fratelli separati. La recente esperienza di Roccastrada fra cattolici e luterani ne è un esempio. "Qui l'incontro interconfessionale è stata una proposta protestante e una intuizione cattolica scaturita proprio durante la settimana cattolica per l'unità dei cristiani, nel gennaio scorso, ma l'occasione pratica è stata il desiderio di due giovani tedeschi luterani, conosciuti grazie al gemellaggio con Zeiskam, di sposarsi a Roccastrada, un desiderio nel quale vibrava forte la ricerca ecumenica di unità". Dopo i progressi fra Santa Sede e Luterani ora infatti sono possibili momenti di condivisione ecclesiale fra le due confessioni. Firenze ad esempio li ha già sperimentati con la veglia di preghiera e il lettorato, momenti di comunione fra cattolici e luterani che prima del 1999 si ritrovavano solo nelle "tavole rotonde". La comunità civile di Roccastrada, proiettata in Europa con i gemellaggi, affronta ora anche questa sfida ecumenica con rapidi progressi basti pensare che le delegazioni luterana e cattolica si sono incontrate a Roccastrada per una preghiera comune nella chiesa parrocchiale e a questo gesto coraggioso e innovatore ha risposto una folta presenza di cattolici al matrimonio luterano con il parroco in testa che ha rivolto ai "fratelli separati" un caloroso benvenuto consapevoli tutti di testimoniare un fatto storico inedito: l'incontro a Roccastrada, dopo 486 anni, di due chiese cristiane (le 95 tesi di Wittenberg di Lutero furono pubblicate il nel 1517) in un momento in cui c'è proprio bisogno di far comprendere, alla carta costituzionale europea, la profondità e la saldezza delle radici cristiane. |
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La 1ª lettera pastorale del Vescovo: "prendere il largo e remare". Dic. 2002. Il Vescovo Agostinelli si mette al timone della barca della Chiesa maremmana e invita tutti, preti e laici, a prendere il largo con lui nella società reale per gettare le reti della rievangelizzazione. Lancia così la sfida della modernizzazione e del cambiamento in Maremma. Questa la sintesi della lettera pastorale dal titolo appunto "Sulla tua parola getterò le reti". Le 60 pagine a colori sono insieme un progetto pastorale, una bussola di navigazione e il primo documento storico d’ordine morale del 2000 in una Maremma in trasformazione. Dopo la "pastorale della quotidianità" di Mons. Babini nel 1998, prima tappa per la ricompattazione dei cattolici attraverso la ripresa di un nuovo rapporto interpersonale, Mons. Agostinelli preferisce uscire allo scoperto dimostrando che i cattolici "non sono orfani di ideologie cadute". La lettera pastorale, che si legge d’un fiato, è priva di frasi fatte, ma è ricca di passaggi ad effetto che riflettono il carattere impetuoso dell’ex parroco aretino. Tra rapidi passaggi di semantica curiale Agostinelli viene subito al sodo e calibra tutto per convincere preti e laici a rispondere, con "serena obbedienza", alle sue indicazioni. Il Vescovo, che conosce lo stato anagrafico dei suoi preti, chiede "docilità" a questo necessario e urgente cambiamento di metodo che vorrebbe ispirato al dinamismo missionario. Su come fare, dopo 9 mesi e migliaia di contatti e incontri, Mons. Agostinelli un’idea se l’è fatta: "battere l’abitudine", "battere il rifiuto all’innovazione", "battere la sfiducia di coloro, preti e laici, che ritengono che il mondo ormai sia perso per i Valori della Fede". Per i cattolici "non ci sono più isole felici, società ideali o riserve spiritualiste" - dice - spingendo tutti fuori a gettare le reti disincagliando la barca da superstizioni, sincretismo e relativismo. Basta giocare in difesa insomma, basta nascondersi nei rifugi, oggi non serve arroccarsi, il metodo è la comunicazione del Vangelo nel rapporto con l’esterno. Chi remerà in acque così agitate? Non c’è dubbio che saranno proprio i laici – sostiene il Vescovo - che, per ruolo, fuori dal tempio ci sono da sempre. Ma il vescovo non sembra privilegiare i "laici da sagrestia", vuole che i laici siano tali e cioè "sacerdoti anch’essi nel battesimo". Una tirata d’orecchi sembra arrivare anche al clero locale che deve uscire dalla logica del "supermarket del sacro" e da "un atteggiamento impiegatizio". Dove andare a gettare le reti? Non vi è traccia di secolarizzazione politica nella lettera ed è comprensibile dato che è già tanto innovativo e rivoluzionario riuscire a convincere i cattolici a uscire dal tempio. Nell’immediato si riesce a leggere un’apertura all’ecologismo ma conoscendo la situazione ci vorranno almeno 4 anni di duro lavoro per vedere i primi risultati del cambiamento richiesto. |