|
Esperienze 2005 |
| Don Terzino se n'è andato 22.09.05 Un personaggio tipico, un prete atipico che nasce ogni 50 anni - questo è il commento di Mario Amerini - sulla scomparsa di don Terzino il prete scomodo della Alta Maremma. Da una parte ossequioso dei doveri ecclesiastici e della gerarchia, dall'altra un giullare, un libero pensatore. Spregiudicato a volte nelle sue amicizie più compromesse(ma lo faceva per il bene della sua gente diceva) la sua età e la sua esperienza gli permettevano questa libertà e soprattutto di dire quel che pensava. Nell'azione e nelle opere ricorda un po' don Bailo il prete-imprenditore di Roccastrada ma mentre questo era un movimentista don Terzino era invece un solista e per certi versi un artista del sacro. I ricordi si sprecano, in un momento di assestamento del Coro dei Concordi non esitò a invitarlo più volte nella chiesa di Torniella, aiutava la Missione di don Claudio Piccinini in Bolivia, collaborava alla valorizzazione della figura di don Bailo. Ma per inquadrare il personaggio bisogna davvero leggere le sue opere letterarie, libretti semplici ma incisivi nel centrare la vita lenta di un borgo antico come Torniella e Piloni e la vita di un prete di campagna. Dimostrava che nonostante l'isolamento in una parrocchia di confine della Diocesi in mezzo ai boschi dellla Valle del Farma, era possibile sentirsi "ombelico del mondo". E' stato un incoraggiamento e un esempio per tanti preti giovani che oggi con cellulare e auto turbo a volte ambiscono più rimanere nella "civiltà" cittadina che coltivare il silenzio di una comunità di periferia. Le omelie altisonanti di don Terzino, quella sua vocetta stridula, colpivano sempre nel vivo l'argomento. Usava una retorica antica che risuonava maledettamente impulsiva ed attuale. Insomma era un poeta e un filosofo, un contadino e un imprenditore, un prete e un missionario, ha dimostrato che una parrocchia di 500 abitanti come Torniella e Piloni, per lo più atei, poteva diventare un laboratorio sociale con un nuovo piccolo Istituto Geriatrico a dimensione d'ambiente. La biblioteca comunale di Roccastrada conserva gelosamente i suoi cinque libri nel settore C, il reparto protetto, di sola consultazione, mentre il sito internet della Curia espone da alcuni anni la sua opera omnia sulle Biografie dei Preti di Maremma, uno spasso di lettura, dove don Terzino, implacabilmente, rende trasparente la chiesa locale e umanizza i suoi preti. Forse fra i suoi ultimi scritti ha lasciato anche una sua autobiografia da aggiungere alla lista. Spirito libero e giudice, carattere più toscano che molisano, don Terzino, la sua vita e il suo stile dovrebbero essere approfonditi per valorizzare insieme il contesto ambientale e sociale roccastradino che lo hanno sicuramento favorito. |
|
|
| A COLONIA 16.08.05 Quattro pullman: due pullman di giovani della Diocesi di Grosseto, un pullman della Diocesi di Massa Marittima, un pullman della Diocesi di Pitigliano. A Colonia troveranno già i giovani di Nomadelfia e parteciperanno alla Giornata Mondiale della Gioventù in programma a Colonia. Roccastrada ha inviato n.1 giovane. L'invito del parroco di Zeiskam paese gemellato con Roccastrada che offriva ben 40 posti al territorio di Roccastrada è andato deluso. Nessun contatto è stato prso dalla parrocchia di Roccastrada con quella cattolica di Zeiskam. |
|
VISITA AI MINATORI DI
POTOSI' LUGLIO
05 A 50 anni dal
disastro minerario di Ribolla la sicurezza mineraria nel mondo è ancora
molto critica. La delegazione grossetana al seguito del vescovo di
Grosseto ha visitato la miniera di Potosì in Bolivia la più antica
miniera del mondo ancor attiva da oltre 400 anni. Lì la sicurezza sul
lavoro è rimasta al medioevo. Ci lavorano ancora 10.000 operai stretti
in cooperativa ma le condizioni di lavoro sono davvero subumane.
"Non potevamo mancare a questo appuntamento di solidarietà - dice
Mario Amerini della Onlus Missione San Lorenzo - e la vocazione
mineraria dell'Alta Maremma ci ha spinto oltre i 4.000 metri di
quota sulle Ande per incontrare i mineros boliviani." Il
"Cerro Rico" il bacino minerario che con la produzione di
argento è stato l'Eldorado europeo del 1600 è un groviera
pericolosissimo. Si produce ancora argento e zinco in modo
artigianale, le gallerie sono anguste e i vagoni spinti a mano. La
temperatura supera i 45 gradi. Dalla visita del Papa nel 1988 non è
cambiato molto. C'è solo un po' di spazio in più per una visita
turistica col rischio di essere travolti dai vagoni in corsa su
binari sconnessi ma vale la pena scendere in questa bolgia
infernale sia per rendersi conto del sacrificio dei nostri minatori di
Ribolla sia per portare un alternativo contributo economico a questa
gente così martoriata dalla fatica e dal degrado umano. Ho
stretto la mano a questa gente - continua Amerini - che lavora
seminuda e tra di loro ci sono molti minori che resistono alla
fatica masticando coca e bevendo whisky caldo in un contesto di
abbrutimento totale. I giovani sperano molto nel turismo perché il
minerale è ormai esaurito. E il turismo è motivo in più per
visitare la Bolivia, bellissima e contraddittoria nei suoi
eccessi. Una scoperta e un consiglio. La scoperta: i monumenti e i
palazzi di Potosì sono stati costruiti tutti con la stessa pietra
roccastradina la riolite. Il consiglio: in galleria i
minatori potosini vi porgono la mano, non vogliono soldi ma cibo e
acqua, portateglieli."
|
| Referendum procreazione assistita 13.06.05 Roccastrada Vista la bassa affluenza alle urne (25,9% in Italia) e 35,6% in Provincia di Grosseto a Roccastrada i votanti sono stati il 37,2%. I SI 91% , i NO 8%. Domenica 12 l'affluenza alle urne è quindi stata bassa, la gente ne ha capito poco di questo referendum, molti hanno preferito fidarsi dei valori ecclesiali e ubbidire alla Chiesa astenendosi. Ciononostante alla messa domenicale delle ore 11 eravamo solo 27 (di numero) come sempre. Ciò dimostra che una cosa è l'adesione sui valori ecclesiali e un'altra cosa l'adesione alla prassi quotidiana ecclesiale. |
| Bolivia nel caos Timori in Maremma per l’attività della parrocchia andina 10.06.05. La Bolivia è di nuovo nel caos. Da una settimana a La Paz e in altre città del paese andino si registrano violenti moti popolari. Una situazione che preoccupa perché qui opera un piccolo grande pezzo di Maremma, la 50ª parrocchia della Diocesi di Grosseto guidata dall’ex sacerdote di Roccastrada Claudio Piccinini. Ieri, al telefono, don Claudio ha rassicurato il Vescovo e gli amici di Roccastrada, dicendo che a Santa Cruz, polo industriale del paese, la situazione per adesso è tranquilla e la Prefettura ha sotto controllo la situazione. Con le dimissioni di alcune delle principali cariche istituzionali del Paese quasi certamente si tornerà alle urne ad agosto. L’ associazione «Missione San Lorenzo», intanto, attraverso il suo presidente Mario Amerini, ha diffuso una nota nella quale chiede sostegno e appoggio per denunciare la grave crisi che da tempo interessa la Bolivia. «Da La Paz a Santa Cruz de la Sierra si vivono momenti di tensione ma i nostri volontari stanno bene, al sicuro nella Missione San Lorenzo». E’ lo stesso don Claudio che rassicura. «Gli italiani - spiega - sono ben visti da tutti perché portano lavoro, solidarietà e amicizia. E lo fanno in silenzio. Le tensioni sono soprattutto a nord». Nella missione grossetana di Santa Cruz attualmente ci sono 6 volontari italiani compresa una coppia in itinere di adozione. I primi di luglio don Claudio ospiterà una delegazione grossetana con 16 persone tra cui il vescovo di Grosseto Franco Agostinelli, per festeggiare i 400 anni della fondazione della Diocesi di Santa Cruz ed inaugurare un nuovo centro di recupero per giovani a rischio. La missione a Santa Cruz, nata sull’asse Roccastrada- Grosseto, lo ricordiamo, rappresenta un supporto notevole alla riorganizzazione dei servizi sociali boliviani dopo che il governo ha privatizzato orfanotrofi e ospedali. Il problema dei problemi in Bolivia però è la grande ricchezza del sottosuolo; c’è infatti gas e petrolio, come in Venezuela e in Irak. Il governo di questa ricchezza accende gli animi. La chiesa boliviana è stata coinvolta per mediare le tensioni e lo stesso cardinale Julio Terrazas ha preso l’iniziativa consultando le parti sociali per giungere ad un compromesso che faccia ripartire il paese. L’opposizione chiede di statalizzare i giacimenti ma per farlo occorre comprarli dalle sette sorelle; purtroppo la Bolivia è un paese povero e il Fondo Monetario Internazionale è controllato dagli Stati Uniti e dalle grandi multinazionali. «In dieci anni di attività in Bolivia abbiamo già vissuto più volte momenti come questo - aggiunge Mario Amerini, presidente della Onlus Missione San Lorenzo - ma ha sempre prevalso la ragionevolezza; i boliviani sono brava gente e sapranno trovare un giusto compromesso. Ce lo auguriamo, anche perché decine di progetti umanitari, con una involuzione cruenta della situazione politica, rischiano il blocco e a risentirne saranno le categorie più deboli». |
| CRESIMATI A ROCCASTRADA 270 persone, 200 dentro e 70 fuori della chiesa la sera del 4 giugno per la messa della Cresima 2005 di 12 ragazzi 6 maschi e 6 femmine. Il vescovo ha ricordato che il sacramento "non è un dovere burocratico come iscriversi all'anagrafe del comune ma una necessità per il cristiano". Ha invitato i ragazzi a "non vergognarsi di essere cristiani". Il problema infatti viene adesso. Di questo i 12 ragazzi quanti continueranno a frequentare la parrocchia.? E' questo un problema di ogni parrocchia oggi, la chiesa che ne ha preso atto ormai da decenni di questa fuga dei giovani vorrebbe metterci un riparo. La ricetta c'è è la testimonianza della chiesa e del clero fra la gente attraverso la povertà e la difesa dei più deboli eliminando ogni orpello e ogni miserevole segno di potere temporale. |
| Su Toscana Oggi settimanale cattolico grossetano non è stato pubblicato l'articolo su Bagno di Lacrime (Bagno di Gavorrano vedi sotto) probabilmente imbarazzante e irreplicabile per la testata cattolica locale, ma in alternativa è stato pubblicato l'articolo su la "Consulta del Paesaggio" del Comune di Roccastrada una questione tecnico-urbanistica che pur importante per il territorio non ha nessuna attinenza con le tematiche storico-ecclesiali locali. |
| Nominato il nuovo consiglio parrocchiale dal Tirreno del 4 giu 05 Due giovanissimi fra i tredici rappresentanti. Nominato il nuovo consiglio parrocchiale di Roccastrada di cui fanno parte: Bartaletti Franca, Bartaletti Giorgio, Farinelli Alfredo, Gaggioli Lia, Gorelli Monica, Lambardi Ilenia, Pacenti Tamara, Papini Antonella, Papini Stefano, Spargi Maria Rita, Spadi Claudio, Rossi Italo, Vieri Umberto, fra cui due giovanissmini (Claudio Spadi e Stefano Papini). Uno dei primi incarichi straordinari sarà quello di preparare la visita del vescovo a Roccastrada. Il consiglio ha solo poteri consultivi ma di lavoro a Roccastrada ce n’è molto da fare. Si va dalla cura delle marginalità rappresentate dai trecento extracomunitari presenti nel capoluogo con le loro famiglie, al duro confronto sulla sofferenza dell’anziano (in questo campo il parroco ha un ruolo speciale in quanto presidente della Confraternita che gestisce l’Istituto geriatrico di Roccastrada ereditato dalla lungimiranza di don Bailo e fiore all’occhiello dell’azione sociale dei cattolici roccastradini). Il nodo più grosso da sciogliere è quello di ridare un ruolo al cattolicesimo roccastradino. Un impegno duro che il consiglio porterà avanti in un piano triennale secondo le linee della pastorale episcopale con le priorità vocazioni, famiglia e giovani. Il crollo delle vocazioni a Roccastrada è avvenuto dopo le punte vocazionali di 70 anni fa con tre preti roccastradini: l’ex vescovo mons. Tacconi, don Mario Gaggioli e don Giorgio Gaggioli. Poi il problema dei rapporti tra la chiesa e le famiglie, rapporti che cessano praticamente dopo la cresima dei figli. Il problema giovanile poi (alle ultime comunioni le nuove adesioni sono state 21) resta tutto nella sua complessità. Il consiglio è intenzionato a recepire le istanze che provengono da questo mondo. |
| COMUNIONI Animazione delle grandi occasioni col coro Isca di Iseo nella chiesa di S. Niccolò. Comunioni a Roccastrada il 29 maggio: 21 bambini comunicati su ___ bambini residenti e in età. |
|
UN
BAGNO DI LACRIME 30.05.05
( Articolo inviato a Toscana Oggi
settimanale cattolico grossetano) L'analisi sociologica che A. D. fa su Toscana Oggi del 29 maggio 2005
circa lo stato della frazione di Bagno di Gavorrano non è delle più
clementi. |
| Attrezzature sanitarie in partenza per Santa Cruz Nuovo container di aiuti per l’ospedale di don Claudio 27 MAGGIO 2005 E’ in partenza il quinto container di aiuti per la Bolivia. Destinazione la Missione della Diocesi di Grosseto condotta dall’ex sacerdote di Roccastrada don Claudio Piccinini. Un box carico soprattutto di attrezzature sanitarie a sostegno dell’ospedale Selene Maiani di Santa Cruz è stato allestito nelle ultime settimane dai volontari grossetani della onlus Missione San Lorenzo. Un camion di attrezzature specialistiche usate ma in buone condizioni è stato donato dall’amministrazione provinciale di Grosseto. La Provincia di Grosseto (con il Comune di Roccastrada) aveva già finanziato nel 1997 la costruzione di una scuola e nel 2003 il libro sulla Missione boliviana. Ora ha partecipato all’allestimento del container con strumenti medicali. Due giorni fa c’è stata la presentazione dell’evento, con l’assessore Sergio Bovicelli, che ha ribadito l’impegno della Provincia per il Terzo Mondo e in particolare verso Cuba e la Bolivia. «Siamo contenti - ha detto Bovicelli - di dare questo aiuto alla Missione San Lorenzo; si tratta di una donazione per un Paese che ha bisogno davvero di tante cose. Il materiale sanitario inviato comprende attrezzature e strumenti sanitari per ambulatorio e per sala operatoria. Tra questi strumenti anche materiale dentistico donato dal consigliere provinciale della scorsa legislatura Alessandra Romagnoli». Il presidente della onlus, il roccastradino Mario Amerini, riallacciandosi all’accordo internazionale sottoscritto nel 2004, ha ribadito l’esigenza di fare propri i problemi dei più poveri. «Dal 1995 quando siamo nati e dopo dieci anni di esperienza sul campo abbiamo capito che il Sud del Mondo, e la Bolivia in particolare, ha bisogno soprattutto del rapporto con le nostre istituzioni pubbliche, per svincolarsi dal giogo economico delle multinazionali e camminare con le proprie gambe». Il container partirà da Livorno e giungerà a Santa Cruz col suo carico i primi di luglio, giusto in tempo per la visita della delegazione grossetana guidata dal Vescovo di Grosseto, che inaugurerà il Fortaleza (una nuova struttura di assistenza per giovani carcerati). |
| Dai ragazzi della parrocchia di Roccastrada (dal Numero Unico del maggio 2005 "La Voce del Cuore") Su Giovanni Paolo II: "... Questo Papa è sempre stato buono, ha sempre cercato di togliere tutte le tensioni politiche fra le diverse nazioni inviando messaggi di pace anche durante la guerra del Golfo." " ... Giovanni Paolo II non si chiese mai quale fosse la fede di un uomo giusto... Concepì la "Terza via" fra comunismo e capitalismo per coniugare solidarietà e libertà." Su papa Ratzinger "... Il tempo della sua giovinezza non è stato facile; la fede e l'educazione della famiglia lo hanno preparato alla dura esperienza dei problemi connessi al Regime nazista..." |
|
Referendum
sulla fecondazione assistita NON ANDREMO A
VOTARE Siamo fieri che la Chiesa difenda la
procreazione naturale condannando le manipolazioni genetiche ma
la legge 40 non fermerà certamente la scienza e il profitto e fra pochi anni per
allungare la vita (a cominciare da quella dei più ricchi e da quella di chi sta più in alto)
si utilizzeranno tutte le scoperte scientifiche possibili
soprattutto genetiche e quelle meno etiche. La scienza non si ferma e ciò che oggi fermamente condanniamo,
in futuro
non tanto lontano potrebbe diventare prassi normale e
morale comune. Non votando al referendum sulla fecondazione
assistita ubbidiamo quindi volentieri alla gerarchia ecclesiastica
condividendone le ansie e riconoscendole il ruolo di difendere
i principi della fede. L'unica perplessità è che un nuovo Galileo
anche su questo argomento borbotti "eppur si muove" e,
magari molto meno di cinque secoli a venire, gli venga di nuovo data ragione, del resto i tempi
e la morale sono in
rapida evoluzione.
|
| COME
VINCERE LE POLITICHE DEL 2006 (vista dai cattolici impegnati a sinistra) 1 Il centro sinistra non sponsorizzi i matrimoni tra gay. Ovviamente i loro diritti sono fuori discussione ma da millenni il matrimonio non è stato il nome dato a qualunque unione, ma quello dato all'unione tra uomo e donna, strumento inserito nel processo di riproduzione della specie (e come tale per noi cattolici sacro). Snaturare questo vincolo in pochi mesi di una campagna elettorale è perdente. Se poi il voto è rigidamente bipolare, come in Italia, lo stravolgimento del concetto di matrimonio susciterebbe reazioni emotive compromettendo la vittoria del centro sinistra. 2 Il centrosinistra attenui la ventata antiratzingeriana. Lo stereotipo del Papa è forte aldilà di qualsiasi contingenza storica o personale. Inoltre Benedetto XVI è un conservatore intelligente, per cui le caricature e le satire su di lui non fanno presa. La figura del papa, come ha dimostrato il carisma di Giovanni Paolo II, rappresenta l'immaginario simbolico e trasversale di guida di grandi masse. Non si attacca un immaginario simbolico che contribuisce a formare l'identità politica delle masse. 3 Il centrosinistra deve riscoprire il valore dell'attuale costituzione repubblicana unica certezza rimasta in tanto sfacelo politico dopo mani pulite e la grande crisi economica di questi tempi. 4 Il centrosinistra deve battersi per la pace un valore forte, condiviso e universale e poi perché la guerra non è un import-export di democrazia. |
| RATZINGER,
IL VESCOVO E GROSSETO Maggio 2005.
In riferimento alle linee pastorali del
vescovo di Grosseto, prima della prevista visita alle parrocchie crediamo che sia
necessaria
(dopo tre lettere pastorali
dedicate la prima a ridare slancio ai preti, la seconda a delineare le
linee pastorali, la terza a rivitalizzare la parrocchia) di una QUARTA
lettera pastorale sul ruolo dei laici
in Maremma. La attendiamo con
grande interesse per capire
come la nuova era ratzingeriana stia maturando l'episcopato e la chiesa locale.
Rilettura: l'ultima lettera pastorale alla luce del pensiero antirelativista del nuovo Papa La locanda dell’uomo ferito di Roccastrada. La 3ª lettera pastorale di monsignor Agostinelli ridefinisce il ruolo della parrocchia di Roccastrada. Da supermarket di prodotti religiosi da consumarsi in occasioni di nascite, matrimoni o funerali, a “locanda dell’uomo ferito” che diventi faro di umanità, in un mondo fatto di violenze e solitudini». E’ questa la nuova parrocchia di Roccastrada riletta e interpretata dal vescovo di Grosseto, all’interno della sua “Locanda dell’uomo ferito”. Il vescovo senza formalismi suggerisce anche al parroco di Roccastrada di ripensare in termini più laici al nucleo fondamentale della comunità ecclesiale di Roccastrada e alla sua parrocchia. Il modello esemplare del vescovo a Roccastrada? Non più un luogo confinato nei solitari anfratti della sacrestia, ma un luogo aperto e votato all’accoglienza. Non più - dice il vescovo - una chiesa - di Roccastrada - fatta di “vecchiette”, ma una famiglia fatta di famiglie. «La chiesa di Roccastrada deve uscire fuori», è il sentito appello del vescovo, che invita il parroco a un “riavvicinamento più terreno”. «La chiesa di Roccastrada - dice il vescovo - non deve più parlare un linguaggio per addetti ai lavori, ma un linguaggio laico». |
|
VISITA PASTORALE DEL VESCOVO A ROCCASTRADA
maggio 2005 La comunità ha bisogno di certezze.
E sulla visita pastorale a Roccastrada abbiamo sentito Mario Amerini,
presidente dell’associazione missione San Lorenzo, cattolico impegnato
su più fronti. |
|
|
|
La crisi della Chiesa in
Maremma 30.04.05 La crisi degli ideali anche in Maremma è legata alla caduta
generalizzata dei valori che allontana la gente anche dalla politica
come servizio. Il crollo del comunismo e l'assenza di alternative ideali
forti sembrerebbero quindi spianare la strada alla chiesa cattolica
gradita, più di ogni altra religione, al sistema imperiale finanziario.
E' un'onda lunga quindi quella che sta spingendo la barca della chiesa e
nasce dalla lungimiranza di Papa Woityla che ha saputo ritessere i
rapporti perduti con la gente partendo dai giovani, facendo così
dimenticare alle masse i "mea culpa"
sugli errori del passato:
Galileo, Savonarola, Giordano Bruno, Ugonotti, Indios, Ebrei, Papi
corrotti e soprattutto, più recentemente, lo IOR di Marcinkus che
prestava il denaro della chiesa a Calvi e Sindona che lo investivano in
mafia e narcotraffico che ebbe come conseguenza l'eliminazione del coraggioso
vescovo Romero che attende ancora di essere beatificato.
A Grosseto e provincia quest'onda lunga della rivoluzione del grande
papa Woityla però non si è ancora notata e permane ancora una
difficile condizione locale in cui si trovano a vivere oggi tanti
parroci nelle loro parrocchie. La tradizione repubblicana,
socialista e anticlericale della Maremma rappresenta infatti uno scoglio
duro per quell'Uscire dal Tempio suggerito ai cattolici locali dal
vescovo di Grosseto. La preparazione dottrinaria di papa Ratzinger saprà
dare autorevolezza alla chiesa locale che si accinge a intraprendere il
circuito delle visite pastorali alle parrocchie diocesane?. Qui troverà la difficile condizione dei preti stressati da un carico di
lavoro in continuo aumento ma anche da un isolamento umano ed ecclesiale
che è andato progressivamente ad aumentare anche per il difficile
rapporto con il laicato, sempre più esigente rispetto alla progressiva
inculturazione dei parroci. E gli effetti si vedono. La presenza attiva
nelle parrocchie del laicato tende a diminuire. Il calo vertiginoso di
pratiche come la confessione, la partecipazione alla messa domenicale,
la presenza agli incontri di catechesi, i matrimoni religiosi.
L'involuzione della parrocchia, all'interno della quale il prete svolge
un lavoro sempre meno qualificante, che spesso si riduce alla semplice
dispensa di servizi. Consigli parrocchiali unidirezionali
in cui il
dibattito non esiste. La difficoltà per la parrocchia di mantenere un
contatto efficace con il territorio. (Il vescovo emerito Scola aveva un
consiglio, raccomandava ai preti grossetani di leggere tutti i giorni il
giornale). Anche la presenza dei movimenti, che sembrava dare nuovo
slancio alla pastorale delle parrocchie, ha invece creato ulteriori
tensioni con l'ortodossia di alcuni movimenti integralisti che
preoccupano anche la stessa gerarchia (Neocatecumenali e Rinnovamento
nello Spirito), poi i segnali di inibizione dei fenomeni pseudo
miracolistici di Roccatederighi, il rapporto della chiesa grossetana e fascismo
e la deportazione degli ebrei (il lager del seminario di
Roccatederighi), la pedofilia e i preti anche in Maremma,
le schermaglie col mondo gay maremmano, la diocesi
fantasma di Roselle che appare ancora un baluardo del papa-re sulla
Maremma, l'influenza dei maghi e sette sataniche e la risposta della
chiesa locale con l'esorcismo, la
rivalutazione del Che Guevara. C'è un bel
dibattito fra i cattolici in Maremma e ce n'è da fare per
l'antirelativista Benedetto XVI.
La Maremma è attenta e apprezzerà soprattutto la
testimonianza diretta e individuale dei singoli cristiani perché è su
questa base popolare che si misura la forza del Vangelo come proposta di
stile di vita anche qui da noi.
|
|
Prime riflessioni su Benedetto XVI e
la Maremma. 24.04.2005 Premessa. La scelta su Papa Ratzinger è stata
indicata da una esigenza di
riordino tutto interno alla Chiesa Cattolica
Mondiale per scongiurare
lo Scisma dell'America Latina (Teologia della
Liberazione), le istanze di libertà e trasparenza che si muovono
all'interno della chiesa mosse dal Concilio Vaticano II, le critiche
teologiche di Boff e Kung, il problema dei preti sposati, della
donna come sacerdote, della pedofilia, l'esclusione dalla costituzione
europea, il tema dell'omosessualità, della bioetica, della
globalizzazione. A parte queste questioni globali, con Benedetto XVI e la sua posizione
che sembrerebbe radicalista, qualcuno in Maremma indica i rischi di
questa scelta in una involuzione delle istanze del Concilio Vaticano II. Li
elenchiamo per dare spunti concreti di riflessione. Il vescovo potrebbe
essere in difficoltà sia con le
istanze propulsive della Caritas sia
nella sua posizione sulla figura del Che. La pastorale diocesana impostata sull'
"Uscire dal tempio" potrebbe quindi subire una revisione e
nella sequenza delle visite pastorali nelle parrocchie diocesane
previste nei prossimi due anni si potrebbe assistere ad una sterzata in
senso autoritario diretta alla ricerca dei "Pochi ma buoni"
cioè a rinforzare lo zoccolo duro dell'integralismo cattolico locale
per ricominciare la rievangelizzazione del "terzo
millennio ineunte" armata della "santa
inquietudine" di Benedetto XVI. Potrebbero prendere forza i movimenti più
ortodossi. Il
parroco locale potrebbe galvanizzarsi nel sentirsi di nuovo al
centro dell'attenzione e spinto a circondarsi di parrocchiani
ossequienti. I più liberisti e tradizionalisti (pre conciliari)
verrebbero pure "stigmatizzati", chiamati come sempre a diventare
la base forte dei consigli parrocchiali. I
parrocchiani progressisti invece se malleabili verrebbero tollerati per
ostentarli nei consigli
parrocchiali come trasversalità della chiesa,
se scomodi invece potrebbero essere emarginati in modo
molto più intransigente. I pochi parroci progressisti locali potrebbero essere ridotti
definitivamente al silenzio o relegati in parrocchie di periferia, don
Milani docet. I prossimi spostamenti di parroci a settembre dovrebbero
farci già capire meglio i nuovi indirizzi di politica religiosa sul
territorio. Ma forse tutta questa è solo fantapolitica ecclesiale.
Chissà, Papa Ratzinger fra qualche tempo in Maremma potrebbe giocare
invece un ruolo molto più
rivoluzionario (o almeno si spera, Giovanni XXIII docet) e da una
posizione di rigidezza aprire a istanze innovative. Sarà
possibile? Eppure l'ortodosso Benedetto XVI potrebbe
essere innovatore proprio perché con la sua rigorosa
espressione dell'ortodossia, può affrontare con sicurezza le grandi
questioni irrisolte. Aspettiamo per ora e per il credente c'è certezza solo
che occorre pregare perché
il Signore illumini la chiesa cattolica
perché oggi, con la globalizzazione dell'informazione e delle
idee, ne ha veramente bisogno!
|
|
Ratzinger è Papa
22.04.2005 I tempi stanno cambiando modernità e
informazione avanzano incrementando i bisogni morali e materiali, in
una corsa evolutiva che non si può arrestare. La gerarchia della
Chiesa ha scelto con Benedetto XVI una pausa di riflessione fermando
la rincorsa al relativismo. Ne prendiamo atto ma
temiamo il rischio
dell’isolamento. Che lo Spirito Santo illumini il Pontefice.
|
| La Messa con Pera nov 2004 La Messa a Grosseto in Cattedrale con il senatore Pera, la pompa da parata, il discorso inneggiante alla guerra in Irak, preoccupano. Preoccupa a noi cattolici che la Chiesa si presti e consenta queste manovre dell'Impero un po' come avveniva nel medioevo. Il vescovo ha espresso: «condanna per ogni atto di violenza che attenta alla pace e alla ripresa della normale convivenza», ha pronunciato un «no al terrorismo e a ogni forma di violenza che possa subdolamente insinuarsi anche tra noi» e della «necessità di assumere responsabilità senza fughe» perché ai nostri «rimasti in Iraq non venga meno il sostegno del Paese». Che vuol dire? Sono pensieri in piena sintonia con quelli del presidente Pera? Che, nel suo intervento, ha spiegato che «non possiamo volere la pace a ogni costo, compreso quello avvilente di abdicare ai nostri principi» e poco prima ha ricordato che «la guerra di civiltà o guerra di religione» «disgraziatamente esiste, anche se non la vorremmo». Pera ha scritto un libro con Ratzinger. Che la restaurazione si avvicina si legge anche dal giornalino parrocchiale Voce Amica di Roccastrada sullo stesso argomento di Nassirya, si capiscono così molte altre cose anche localmente. |
| Nassirya e i suoi morti Ecco come la pensiamo su Nassirya: Manifestiamo solidarietà ai parenti dei nostri connazionali uccisi a Nassirya compiendo il loro dovere. Purtroppo la guerra continua tutti i giorni in Irak uccidendo tanta gente innocente, come peraltro aveva ammonito sapientemente il Santo Padre. Oggi preghiamo per i nostri morti avvolti nel tricolore, ma anche per le vittime dimenticate, per le quali non abbiamo versato lacrime per negligenza o cattiva informazione. Prima di tutto per i giovani militari Usa e per i civili iracheni, ma anche per tutte le vite bruciate nelle numerose guerre dimenticate, che ogni giorno si consumano nel mondo dall’Uganda alla Colombia, dalla Bolivia al Congo. A queste vite va il nostro rispetto e la pietà cristiana di cui parla il Vangelo. Il giornalino Voce Amica non si è espresso proprio così... ecco come:. |
| ECCO COME LA PENSA IL GIORNALE DELLA PARROCCHIA DI ROCCASTRADA SU NASSIRYA dal giornalino Voce Amica del dicembre 2003: "... Messaggeri di pace, missionari di fratellanza e di amore verso le sfortunate popolazioni irakene bisognose di ogni sorta di aiuto morale e materiale. Diciannove Martiri immolati sull'altare della solidarietà e dell'amore verso il prossimo, alla stregua di tanti santi e martiri cristiani. " |
| Lettera del vescovo per la visita pastorale Si intitola "Dall'Eucarestia alla Missione". Invita ad un periodo di ascolto e riflessione in particolare della comunità cristiana e della società civile. Ribadisce che la parrocchia di Roccastrada è luogo essenziale di esperienza di comunione e che la parrocchia di Roccastrada deve essere missionaria legata al territorio nelle sue dimensioni sociali e culturali con priorità alla famiglia e ai giovani. 21 novembre 2004. |