Esperienze  2006

Agostinelli invitato dall’istituto commerciale 03.05.06  Dopo il no a Roccastrada il vescovo a scuola a Grosseto . Grazie a un «caloroso invito da parte di alcune classi dell’Istituto Commerciale di Grosseto», il vescovo Franco Agostinelli ha fatto visita agli studenti per affrontare il tema «Il dialogo interreligioso in una società che cambia». La professoressa Rosanna Mambrini racconta che «Franco Agostinelli, si è trattenuto volentieri con gli studenti, rispondendo alle loro richieste. L’obiettivo didattico - sostiene ancora l’insegnante - deve abilitare i giovani a saper accogliere, confrontarsi e dialogare con quanti vivono scelte religiose e impostazioni di vita diverse dalla propria».
 In marzo il vescovo aveva chiesto di incontrare gli studenti in un istituto di Roccastrada e nella scuola di Boccheggiano. In entrambi i casi il consiglio di istituto aveva negato l’accesso.
Un solco divide la Chiesa dai giovani   La mancanza di rapporti è balzata fuori durante la visita del vescovo 20.04.06  RIBOLLA. Prima di Pasqua si è svolto a Ribolla l’atteso incontro del vescovo Franco Agostinelli con la Vicaria della zona collinare per fare il punto della situazione nel comprensorio recentemente visitato. All’esterno non è trapelato molto sui contenuti della riunione con i sacerdoti, ma alcune ipotesi si possono fare prendendo spunto dai resoconti pubblicati dal settimanale diocesano «Toscana Oggi».  Le parrocchie visitate dal vescovo nella più vivace Vicaria diocesana sono state 10: Ribolla, Tatti, Sticciano, Montemassi, Roccatederighi, Sassofortino, Roccastrada, Torniella, Boccheggiano e Olmini. In collina il vescovo ha toccato con mano, e in tutta la sua drammaticità, l’assenza di dialogo fra Chiesa e giovani, dialogo che termina inesorabilmente dopo l’età della cresima. A Ribolla monsignor Agostinelli ha incontrato le associazioni e don Fabio Bertelli, che tiene anche la parrocchia di Tatti, come presago della successiva involuzione roccastradina, ha centrato subito il problema dei problemi, quello del rapporto fra chiesa e società reale, spianando la strada al dialogo e concludendo che la differenziazione fra laico e cattolico non non è contrapposizione ma condivisione. A Tatti poca la partecipazione (soprattutto anziani) come del resto a Montemassi dove il parroco don Manlio La Greca (ex capppellano militare), assente per malattia, è sostituito da don Giorgio Nencini. A Montemassi il vescovo ha posto il problema di sopperire alla carenza di preti con la partecipazione attiva dei laici. A Sticciano, dove opera don Vittorio Burattini, lo storico della diocesi, sono stati i ragazzi delle scuole inferiori a stimolare il dibattito. A Torniella e Piloni, parrocchie in capo al vice parroco di colore don Aimè Rwamashuri, è stata registrata una certa dinamicità. Il prete ruandese, che è anche vice parroco a Sassofortino, ha rivitalizzato la partecipazione della gente. A Sassofortino, invece, nonostante don Aimè, il vescovo ha potuto notare le prime avvisaglie delle future tensioni emerse a Roccastrada e Boccheggiano. Toscana Oggi, organo della curia vescovile, cita infatti per Sassofortino, “come unico elemento negativo l’assenza non casuale di alcuni insegnanti, timorosi forse di mettere a repentaglio la loro (rispettabilissima) laicità”. Nonostante questo don Aimè ha comunque smussato gli angoli facendo gli onori di casa e dando alle stampe il giornale parrocchiale «Tempi fantastici». Non solo. A Sassofortino il vescovo ha incontrato anche diversi giovani adolescenti e sposi.    Poi Roccastrada con le sue luci e le sue ombre. Qui Toscana Oggi non ha dato alcun risalto all’incontro col volontariato della Confraternità di mercoledì 22 marzo, che invece è stato l’unico incontro ecumenico e trasversale tra vescovo e volontariato cattolico e da dove, sentendosi a casa sua, il vescovo ha esternato il proprio dispiacere per il mancato incontro con gli studenti.    A Roccatederighi il vescovo ha trovato ad accoglierlo don Mirko Scoccati (che tiene anche Ravi) e un bel gruppo di parrocchiani. Infine Boccheggiano dove don William Ortiz (che regge anche Giuncarico) ha comunicato al vescovo della chiusura laicista delle scuole, questa volta inferiori.    I numeri della visita sono questi: il vescovo è riuscito a incontrarsi con oltre un centinaio di malati e con oltre 2.000 persone su 10.000 abitanti, il 20%, un buon risultato che supera le presenze domenicali intorno al 7-8%. Il Tirreno
Auguri anche ai non credenti perché scoprano la fede in Cristo 14.03.06 Il Vescovo Agostinelli: ... Alla Chiesa auguro il coraggio della perseveranza nel cammino della fede e l’impegno a testimoniare il Vangelo ed i suoi valori perenni, dentro e fuori del tempio, in ogni ambiente di vita ed in ogni contesto sociale. Alla Città, intendendo con questo termine tutto il popolo che vive nel territorio della nostra Diocesi, auguro la serenità nelle famiglie, la concordia nei rapporti sociali, l’impegno di tutti, e soprattutto di coloro che hanno responsabilità politiche, nel conseguimento del bene comune.     In questa Visita pastorale, che mi porta ad un contatto, quotidiano e ravvicinato, con la gente dei nostri paesi e delle nostre campagne, vado scoprendo, con immenso piacere, che, nonostante il secolarismo strisciante e le invasive proposte di pseudovalori da parte della società mediatica di oggi, resistono ancora le radici della fede, i valori più autentici tramandatici dai nostri padri, una diffusa aspirazione ad un mondo pulito e ad una vita meritevole di essere vissuta e rispettata.     Da questa constatazione mi sento di rinnovare e confermare la stima per la nostra gente, l’amore e l’affetto per tutti, nella certezza che la Pasqua, giorno senza tramonto, risplenderà sempre nella nostra vita.   Il Tirreno
Silenzio elettorale violato 10.04.06  Nella zona di Roccastrada, nella notte tra sabato e domenica, ignoti hanno diffuso (per le strade e sui veicoli) volantini di An nelle frazioni di Roccatederighi, Sassofortino e Roccastrada. Al mattino ci sono state numerose proteste. È stato attivato l’Ufficio elettorale ed è partita la segnalazione alle locali stazioni dei carabinieri e l’informativa alla Prefettura di Grosseto. Non è la prima volta che accadono episodi simili alla vigilia del voto. «Si tratta sicuramente di una ragazzata» ha commentato il sindaco, sdrammatizzando il fatto. Il Tirreno
Sinistra contro vescovi e Chiesa  Appello di Berlusconi ai Cattolici   5.04.06     A 4 giorni dalle elezioni comizio del premier alla Fiera di Roma.  "Votare Unione è controsenso, significa calpestare i nostri valori" Inoltre, Berlusconi attacca, (riferendosi probabilmente anche la caso Roccastrada ndr) "la sinistra vuole mettere il bavaglio ai vescovi e alla Chiesa cattolica", mentre per la Cdl il Vaticano "deve avere piena libertà di espressione perché il cardinal Ruini è un italiano come gli altri".    "Non penso - è la conclusione del Cavaliere - che un credente possa dare il suo voto a chi manifesta certe intenzioni contro la religione cattolica e la Chiesa" come quelle di "eliminare l'ora di religione, togliere il crocefisso dalle aule, abolire l'8 per mille e cancellare il Concordato".      La Repubblica.
Pera: c’è un attacco laicista alla Chiesa   05.04.06     Intervento a Grosseto del presidente Pera in campagna elettorale per il centro destra che ha detto: "...Episodi come quello avvenuto in Maremma, con il vescovo di Grosseto che è stato tenuto fuori da due scuole, non sono, per Pera, che un esempio del laicismo che dilaga. Soprattutto nel centrosinistra. «Non è giusto - dice - l’attacco laicista, molto spesso protervo e arrogante, di settori del centrosinistra nei confronti della Chiesa che sta richiamando tutti i fedeli a dei principi e a dei valori che non sono propri solo della Chiesa, ma che dovrebbero essere propri anche di tutti i laici». Il Tirreno

TOSCANA OGGI  01.04.06

il settimanale della diocesi sulla visita pastorale del vescovo

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Genuflessi di fronte all’invadenza clericale 01.04.06   Le dichiarazioni dei politici locali rilasciate a seguito del mancato incontro del vescovo di Grosseto con gli studenti della scuola superiore di Roccastrada danno la reale dimensione della loro sudditanza culturale nei confronti della Chiesa. Ce ne fosse stato uno, uno solo, che ha avuto il coraggio di affermare che la scuola non è la parrocchia. Punto e basta. Macché: “La scuola dev’essere aperta al dialogo”; “È stato un errore”; “Una vergogna”. O, al limite: “La visita poteva essere pianificata con più largo anticipo”; Pur mostrandomi d’accordo con la preside, non credo che si debba precludere il confronto con un’alta autorità morale...”. È bene che sappiate, cari politici, che più vi calate le brache di fronte alla Chiesa, più la stessa Chiesa invade spazi che sono di vostra competenza. Se non vi liberate di questa sudditanza culturale, se non riacquistate l’autonomia di pensiero, ridurrete la vostra azione a una sterile quanto ridicola lotta tra servi per dare prova di fedeltà al primo sacerdote-padrone che ve la chiede. E questo vale soprattutto per gli esponenti del centrosinistra, i quali ancora si ostinano a voler competere con Pera e Bondi su chi è più amico di Ruini.    È a voi del centrosinistra che mi rivolgo: impegnatevi per tutelare i diritti di milioni di persone che hanno piene le scatole dell’invadenza clericale nella vita civile. Potrebbe essere un’idea.  Nicola Morgantini  (dal Tirreno)
Il no al vescovo continua a dividere   Banca della Maremma indignata, Rosa nel Pugno con i presidi    Il dibattito si sviluppa sui temi dell’autonomia  31.03.06   Visita nelle scuole negata al vescovo. Raffica di prese di posizione. Addirittura ne ha parlato il consiglio di amministrazione della Banca della Maremma, che, riunitosi ieri, esprime in una nota «dispiacere e disappunto per il fatto che Sua Eccellenza il vescovo di Grosseto non abbia potuto portare il messaggio di pace ed amore ai giovani delle scuole di Roccastrada e Montieri».   Il cda si dichiara «al fianco del nostro vescovo perché l’intolleranza venga isolata».    «Come cattolico prima e come esponente politico di An - dice Fabrizio Rossi dell’esecutivo provinciale di An - definisco inaccettabile il rifiuto dell’istituto che ha impedito al rappresentante della Chiesa l’incontro con gli studenti. Vergognose le risposte e/o scuse addotte dai dirigenti scolastici che hanno rifiutato l’incontro, con una così alta autorità morale, da sempre vicina ai problemi dei giovani».  
Giuseppe Monaci, presidente provinciale Sdi “Rosa nel pugno”: «Ritengo logico che il vescovo incontri gli studenti, ma ho espresso dubbi sulle modalità di svolgimento dell’incontro stesso. Sono un credente e ho maturato proprio in un gruppo cattolico i miei convincimenti politici. La visita pastorale è un evento significativo in cui il vescovo si confronta con le realtà sociali ed economiche della Diocesi. Anche per i non cristiani oggi può essere occasione di incontro culturale ma ciò non ha alcun riscontro, né può averlo nei programmi ministeriali per la scuola: ecco perché ho dichiarato è normale che un preside neghi un’autorizzazione che comporta la sospensione delle lezioni e l’obbligo per tutti, credenti e non, cristiani o ebrei, di incontrare il vescovo».
Mauro Biagioni, responsabile provinciale enti locali dello Sdi, difende i presidi: «In coscienza, come cattolico, ma anche come socialista che milita nella Rosa Nel Pugno, ritengo che chi opera con azioni di censura, chi sposta il tutto sullo scontro tra civiltà, chi ritiene d’essere più legittimato di altri a rappresentare i valori cristiani, chi dimentica o interpreta a suo uso e consumo, Costituzione, Concordato, Leggi e Regolamenti di questa nostra imperfetta Repubblica, sbaglia e commette un grave errore. La richiesta d’incontro, da parte del Vescovo di Grosseto, poteva e “doveva” essere indirizzata e canalizzata in tempi utili, per permettere all’interno delle organizzazioni scolastiche una democratica e serena discussione, magari utilizzando l’occasione per introdurre un confronto a più voci sui temi etici adesso al centro del dibattito culturale. Spero, mi auguro, che il Vescovo apprezzi anche chi come me, con molta franchezza e convinzione, non condivide molte delle scelte in materia di diritti civili e di ricerca scientifica, fatte dalla Cei.>. Il Tirreno
Stellini (Ds): stavolta la scuola è stata maestra di intolleranza  28.03.06  «La tolleranza si sostanzia nel rispetto e nella curiosità per chi ha idee, sia che queste siano affini alle nostre, sia che siano opposte». Lo afferma Giovanna Stellini, segretaria comunale dei Ds che sostiene come «monsignor Agostinelli, oltre ad essere un uomo di cultura, è vescovo della Diocesi di Grosseto, e in quanto tale è la massima autorità in materia di valori cattolici».
 Insomma, la democrazia dà garanzie a tutti, perché consente e stimola la discussione. «Per questo motivo è opportuno dialogare con un sentimento di apertura, dimostrando capacità d’inclusione e non volontà di esclusione. Questo vale nei confronti del vescovo di Grosseto, come di qualunque altro esponente del mondo religioso o culturale che chiedesse ospitalità al mondo della scuola per discutere di valori. Personalmente, lo scorso anno, non ho condiviso la scelta d’interrompere le lezioni e di mostrare ai bambini delle scuole elementari i funerali di Papa Giovanni Paolo II, perchè in quell’occasione un funerale era stato trasformato in un fenomeno di comunicazione di massa, senza una seria analisi dell’evento. Nel caso dei ragazzi di Roccastrada e Boccheggiano, invece, credo si sia persa un’occasione per praticare la tolleranza». Il Tirreno.
Angelini (Udc): «Scelta in contrasto con il ruolo di educatori   28.03.06   Il segretario provinciale dei Giovani dell’Udc Luca Angelini interviene con una nota sul mancato incontro tra il Vescovo monsignor Franco Agostinelli e gli studenti dell’istituto Tecnico per il Turismo “Bernardino Lotti” di Roccastrada e delle scuole di Boccheggiano.
 Lo fa con una nota che prende le distanze dalla decisione del consiglio di Istituto.
 «I dirigenti scolastici - afferma Angelini - rifiutando l’incontro tra il vescovo e i loro studenti hanno fatto una scelta non coerente con il loro ruolo di educatori, che dovrebbero trasmettere i valori della tolleranza e del rispetto ai loro studenti.
Valori, prosegue Angelini, che si rispecchiano fortemente nel mondo occidentale e nel crocefisso, come sancito dalla recente sentenza della Corte di Cassazione, che riconosce lo stesso crocefisso, come simbolo della nostra cultura, anche di quella laica».
 «Quindi - conclude il segretario Luca Angelini - il gesto dei dirigenti ‘educatori’ scolastici risulta incomprensibile perché non permette la presenza di che è portatore di valori universalmente riconosciuti, come l’esaltazione del valore della centralità e della dignità dell’uomo». Il Tirreno
Gli studenti d’accordo col preside    28.03.06  Nelle classi tutti condividono la decisione del Consiglio di istituto del Bernardino LottI.   Lettera del rappresentante dei ragazzi: «difesa l’autonomia della scuola.    «Non mi aspettavo che si scatenasse, contro la ratifica del Consiglio d’Istituto del quale faccio parte, una polemica così accanita. Credevo che l’opinione pubblica riconoscesse maggiormente l’autonomia di un ente statale, laico, quale la scuola». Inizia così la lettera aperta scritta da Dario Rosati, rappresentante degli studenti in consiglio d’istituto del Bernardino Lotti di Massa Marittima-Roccastrada. Un ragazzo che mostra di avere le idee chiare e la penna raffinata: «Sono convinto più che mai delle motivazioni che hanno determinato la decisione di non concedere agli studenti dell’Itt di Roccastrada il permesso di interrompere il regolare svolgimento dell’attività didattica per partecipare all’incontro con sua eccellenza Agostinelli, proprio in virtù della laicità dell’istituzione che rappresento». Dario Rosati spiega il suo punto di vista: «La fede, espressione personale e non istituzionale».
Concorda pienamente con le posizioni assunte dal dirigente Laudomia Benedetti e dal consiglio, il quale si è pronunciato, in maniera unanime, sulla richiesta «in ottemperanza al rispetto della legge, dell’autonomia scolastica e, soprattutto, della stessa utenza che il consiglio è chiamato a rappresentare».    Il rappresentante degli studenti non ritiene infatti corretto «sia dal punto di vista di studente, che di credente, che la partecipazione all’incontro con il vescovo debba essere frutto di una ratifica del consiglio d’Istituto, con conseguente imposizione, piuttosto che libera scelta dettata dal libero arbitrio e dal proprio credo. Scelta che reputo, come dire, “forzosa”, nel caso degli alunni delle scuole inferiori, come, del resto, espresso da parte del genitore intervistato nell’edizione del Tirreno di sabato 25 febbraio».    Allo stesso tempo, Rosati definisce «pretestuoso lo sdegno dell’assessore Fenili, il quale, pur non essendo parte in causa, si permette di considerare “inconcepibile” una scelta, che, invece, è frutto di democrazia, in quanto ratificata dagli organi che, in base alle normative vigenti, hanno competenza su tale tipo di decisione». Rivolto all’assessore: ««Vorrei, richiamarlo al rispetto di questi ultimi, facendogli anche notare che la morale è colma di sfaccettature soggettive e che il suo punto di vista potrebbe non essere condiviso».    In conclusione Rosati ribadisce che che l’incontro con Agostinelli, «non è affatto “una perdita di tempo”, se considerata fine a se stessa - soprattutto in una cultura “figlia” della dialettica come la nostra-, ma si rivela poco consona all’ambiente scolastico, palestra di un pensiero improntato alla laicità e alla molteplicità di opinione». Il rappresentante degli studenti si rallegra perché la mozione del consiglio di istituto «non sia stata disapprovata dal corpo studentesco, a riprova della validità dei valori propugnati dall’istituzione». Il Tirreno
Dopo la visita del vescovo Agostinelli si traggono alcune conclusioni  28.03.06
Il vescovo ha preso a cuore Roccastrada, si è calato nella realtà locale con l'attenzione e la cura di un parroco, ne ha analizzato le fragilità, ha eseguito la diagnosi, ha proposto alcune soluzioni.  
Ha trovato una base cattolica per lo più tradizionalista, datata ma soprattutto divisa.
Su 2600 abitanti solo 200 vanno alle messe festive.  Una catechesi degli adulti deserta.  Processioni che stentano a trovare braccia per sollevare le statue. 
Di contro si è reso conto del forte impegno della Confraternita con un centinaio di associati, col 118, e l'assistenza agli anziani.
Al contorno ha preso atto delle periodiche iniziative sociali della Missione in Bolivia e del Comitato don Bailo
Insomma una comunità ecclesiale che "dentro il tempio" è in sordina , ma "fuori dal tempio" mostra spunti innovativi interessanti.  Il vescovo ha incontrato tutti ma si è rivolto in particolare ai cattolici che rappresentano almeno il 60% della popolazione.
L'operazione è quella del recupero di questo 60% che spesso, in casa, tiene la foto di papa Giovanni vicino a quella di Gramsci   
Per tentare questo recupero del mondo cattolico ha incoraggiato il dialogo con il mondo laico.
Ha stimolato la Confraternita ad uscire nella società civile per farsi promotrice di evangelizzazione.
Ha offerto al parroco uno strumento di dialogo con la società civile aprendo un nuovo centro parrocchiale.  Perché tutto ciò non divenga ritenuta una nuova crociata c'è chi ritiene necessario che la generazione di cattolici roccastradini che con i suoi legami culturali, politici ed economici, ha ibernato per 40 anni l'impulso innovatore del concilio dovrebbe ora farsi da parte lasciando alle nuove generazioni la libertà di dialogare senza complessi.
Ha indicato come banco di prova di questo nuovo impegno fra la gente l'espansione della carità come ad esempio l'assistenza all'anziano sul territorio.
Ha invitato quindi, Chiesa e Confraternita, ad una più stretta collaborazione per rendere visibile quel nuovo concetto di parrocchia denominata "locanda dell'uomo ferito." Uscire dal tempio", come metodo di dialogo, significa infatti far funzionare il nuovo centro parrocchiale e proporre una migliore qualità della vita. 
Ora sta ai cattolici roccastradini approfittare di queste opportunità aprendo con coraggio un nuovo laboratorio culturale che testimoni, anche a quel 40% di non credenti, che la religione è soprattutto proposta di unione e a Roccastrada dal 2003 gira in rete su questo blog di area cattolica, "Esperienze roccastradine", che analizza la situazione cattolica locale, stimola e informa, nella trasparenza.
Da spauracchio per i preti Roccastrada oggi è il banco di prova per saggiare le qualità pastorali di questo vescovo e dei suoi preti soprattutto quelli di nuova generazione.    Forse il vescovo non riuscirà a cogliere tutti e subito i frutti della sua semina a Roccastrada, ma già all'apertura del nuovo anno liturgico, nel prossimo settembre, potrebbe essere possibile una prima verifica degli effetti concreti di questa visita pastorale: con un nuovo stile e con nuovi uomini di buona volontà.   Sembra definitivamente accantonata la questione cappella al Portoncino e la rivendicazione sugli immobili delle suore il cui terreno era stato donato per fini sociali e religiosi e si punta tutto su questo centro parrocchiale e l'auspicio è che riesca a ricompattare le due anime dei cattolici locali. Non sarà facile
STORIA DEL NUOVO CENTRO PARROCCHIALE     28.03.06      La sala di 200 mq si trova in largo Dante Alighieri in un fabbricato del primo dopoguerra (1920) posto fra il palazzo comunale, il Teatro, l' Arci, un'agenzia immobiliare e l'agenzia MPS.    Dal 1925 è stata sala per il cinema muto a Roccastrada e quando un ciclone abbatté il tetto del teatro comunale molte delle attività artistiche si spostarono lì.   Fino agli anni 50 è stata utilizzata come sala delle feste paesane per poi far posto alle attrezzature del consorzio.  Per la scelta della sala ci sono state le consulenze di alcuni del consiglio pastorale e di alcuni imprenditori roccastradini. L'immobile è di proprietà del consorzio agrario di Grosseto e per ora l'immobile è in uso alla parrocchia.
LA RICONQUISTA CATTOLICA  28.03.06  I cattolici roccastradini alla riconquista di Roccastrada.  Dopo oltre 100 anni di isolamento il cattolicesimo roccastradino è impegnato a risalire la china.   La visita del vescovo Agostinelli sembra accompagnata da una spinta propulsiva che prelude anche un probabile rinnovamento di stile e di uomini.  Allo slogan del vescovo "Uscire dal tempio" per stimolare i cattolici roccastradini a partecipare, senza complessi, alla vita sociale del paese come "sale e lievito", il vescovo fa seguire infatti anche una iniziativa concreta, l'apertura di un nuovo centro parrocchiale distante dalla chiesa e posto proprio nel cuore del paese.   La posizione strategica del nuovo centro, che si trova nella sede dell'ex consorzio agrario, rappresenta senza dubbio la volontà di ricucitura dei cattolici con il territorio riposizionando l'influenza della chiesa nel baricentro della vita cittadina tra il Palazzo Comunale, il Teatro e i circoli ricreativi di Roccastrada.   Si ristabilisce così, fra sacro e profano, una sorta di equilibro neo-medioevale, quando di fronte al palazzo civico si contrapponeva la chiesa e viceversa.   Con una variante.  Che, con il nuovo centro, acquista visibilità anche la cosiddetta "locanda dell'uomo ferito" cioè quell'idea di parrocchia vicina ai problemi della gente.   Il conseguente  "full immersion" con la società civile porterebbe probabilmente a nuove forme di collaborazione ed integrazione e ad un arricchimento reciproco fra mondo laico  e mondo cattolico dopo il secolare isolamento di quest'ultimo.   L'emarginazione cattolica a Roccastrada inizia infatti nel 1891 quando, nonostante la spinta innovativa della Rerum Novarum, la chiesa roccastradina si giocherà il rapporto con la popolazione parteggiando per gli agrari locali nella lotta per la rivendicazione degli Usi Civici.   Poi, nel 1929 anno dei Patti Lateranensi, i cattolici roccastradini si inchineranno al governo fascista demolendo la seicentesca chiesa della 
Confraternita posta strategicamente in mezzo alla piazza principale, per far posto al simulacro di una guerra contentandosi, in cambio, di una chiesetta di periferia nel rione Convento.  Con questo nuovo centro sociale è la svolta: i cattolici riconoscono coi fatti, dopo 77 anni, l'errore storico di aver delegato ad altri e per troppo tempo l'identità del paese.    Il compito ora sembra quello di accorciare questo gap maturato attivando nuove opportunità di dialogo tra le vivaci attività della Biblioteca Comunale, dell'Arci, del Teatro Comunale, oltre che con l'associazionismo locale, un incontro che accentuerà senza dubbio la dialettica sociale, culturale e politica nel paese. 
Molti, nell'area cattolica, si attendono infatti che il centro parrocchiale diventi anche palestra di formazione di una nuova classe dirigente.
Al momento, per la nuova infrastruttura, restano da superare solo problemi di gestione ma l'occasione storica di recuperare il tempo perduto stimolerà molti cattolici ad uscire allo scoperto e a contribuire direttamente per garantire una loro presenza tangibile in paese come non avveniva da secoli

Roccastrada (GR): negata al vescovo la visita alla scuola  27 marzo 2006  La preside dell’Istituto statale di istruzione superiore “Bernardino Lotti” di Massa Marittima, Laudomia Benedetti, con l’avallo del consiglio d’istituto, non ha permesso al vescovo della diocesi di Grosseto Franco Agostinelli, in visita pastorale a Roccastrada, di incontrare al mattino i ragazzi della sede distaccata dell’Istituto tecnico per il turismo.   Le visite pastorali nelle scuole sono vietate. I vescovi e i parroci lo sanno, ma ci provano lo stesso, confidando sulla supina acquiescienza delle dirigenze scolastiche. Ogni tanto questo non accade, e qualcuno dice no. I giornali ne danno notizia con grande enfasi. Ma non è una notizia: è l’applicazione della legge. In Italia, oramai, applicare la legge fa notizia? UAAR -Unione Atei e Agnostici Razionalisti.

CHIESA: VISITE PASTORALI, SCUOLE VIETATE A VESCOVO GROSSETO   (ANSA) GROSSETO, 27 MAR Visite pastorali in tutti i comuni della Provincia, generalmente anche con un Consiglio comunale convocato per l'occasione, ma non in tutte le scuole, due delle quali una a Roccastrada, l'altra a Montieri non hanno dato l'autorizzazione al vescovo di Grosseto, Franco Agostinelli, ad un incontro con gli studenti.  E se dopo il primo caso, benché monsignor Agostinelli non nascose la sua amarezza, si pensò a un "incidente di percorso" causato da cavilli burocratici del regolamento della scuola, dopo il secondo la situazione ha iniziato ad attirare l'attenzione anche degli amministratori locali che non hanno gradito il veto posto dai dirigenti scolastici. Davanti a questi episodi, il vescovo si è espresso con una nota in cui sottolinea la necessità di interpretare giustamente la parola "laicità", che altrimenti "scade in grave e pericolosa chiusura". "Dalla fede cristiana scrive il vescovo scaturisce la passione al bene concreto e integrale di ogni uomo. Sono perciò più che mai convinto che la giusta distinzione dei ruoli e degli ambiti non possa e non debba impedire la reale possibilità di un confronto e di un dialogo a tutti i livelli e con chiunque. Diversamente un' interpretazione discutibile e formale del valore della laicità scade di fatto in una grave e pericolosa chiusura. Con Benedetto XVI penso invece che occorra una laicità positiva, che garantisca a ogni cittadino il diritto di vivere la propria fede religiosa con autentica libertà anche in ambito pubblico gli steccati, vecchi e nuovi, non giovano a nessuno". A Roccastrada il vescovo, dopo aver incontrato gli alunni delle scuole elementari e medie, non ha potuto fare altrettanto con gli studenti dell'Istituto tecnico per il Turismo perché la dirigente scolastica comunicò di non poter autorizzare una visita che non rientrava nel programma approvato ad inizio anno dal Consiglio d'Istituto. Monsignor Agostinelli, allora, munito di ombrello e accompagnato dal parroco del paese, attese sotto la pioggia la fine delle lezioni e, all'uscita, parlò con gli studenti per la strada. "Se si è trattato solo di questioni burocratiche dice il sindaco Leonardo Marras (Ds) dovevano essere superate. Io sono del parere che le istituzioni pubbliche siano laiche e, quindi, devono restare aperte a ogni stimolo. Non sono d'accordo con questa decisione". Stesso atteggiamento, il vescovo, lo ha trovato a Montieri, comune a pochi chilometri di distanza dal primo niente autorizzazione per un incontro nelle scuole materne, elementari e medie che era stato chiesto per il prossimo futuro. E anche qui, alla vigilia di un Consiglio comunale convocato in seduta straordinaria proprio per fare gli onori di casa a monsignor Agostinelli, gli amministratori si sono detti contrariati. (ANSA).
Vietato al vescovo l'incontro con le scuole 27 MARZO 2006  Dirigenti scolastici di Roccastrada e Montieri hanno vietato al vescovo di incontrare gli studenti.      Il divieto non è piaciuto agli amministratori locali   - Hanno vietato al vescovo di incontrare gli studenti poiché la visita non rientrava nel programma approvato all'inizio dell'anno dal Consiglio d' Istituto.    La decisione è stata presa dai dirigenti di un istituto tecnico per il turismo, a Roccastrada, e da quelli delle scuole materne, elementari e medie di Montieri, dove il vescovo Franco Agostinelli si era recato in visita pastorale.     Dalla parte del religioso si è schierato anche il sindaco diessino di un paese.    Di fronte a episodi di questo genere, il vescovo ha sottolineato la necessità di interpretare giustamente la parola ''laicità'', che altrimenti ''scade in grave e pericolosa chiusura''.      Il veto posto dai dirigenti scolastici non è piaciuto neanche agli amministratori locali.    Il sindaco diessino di Roccastrada, Leonardo Marras, ha affermato che ''se si è trattato solo di questioni burocratiche dovevano essere superate'' ed ha aggiunto che ''le istituzioni pubbliche sono laiche e quindi devono restare aperte a ogni stimolo''. Il Giorno 
Consiglio comunale all'insegna dell'unità 25.03.06  15 consiglieri presenti sindaco compreso la giunta quasi al completo, mancava l'assessore alla cultura.  Pubblico scarno, solo da una dozzina di persone.
Marras ha aperto, nel rispetto delle reciproche autonomie, alla "collaborazione e all'incontro" tra società civile e la chiesa locale sottolineando come questa collaborazione peraltro esista già da dieci anni con  la Missione in Bolivia e da ben 40 anni con la Confraternita di Misericordia.    Occorre secondo il sindaco indirizzare la società civile ad operare insieme alla chiesa per la cooperazione internazionale e per la pace ricordando l'enfasi di GPII nel condannare la guerra preventiva all'Irak.
La Cittadini per smorzare subito i toni ha ribadito di parlare non per un gruppo di opposizione ma per un gruppo di minoranza (che era al completo) ha approvato quasi completamente la relazione Marras
e ha ribadito che negare la visita alla scuola da parte del Vescovo, pur negativo che sia stato, può essere anche un elemento di riflessione nelle famiglie e fra la popolazione per capire dove sta andando la nostra società civile.   Berti il vicesindaco ha salutato il vescovo   Il vescovo in consiglio ha ricordato le sue radici popolari quando nell'aretino da giovane seminarista andava nelle miniere di carbone del Valdarno ad affrontare le loro problematiche con gli operai.  Ha messo sul tappeto una strategia di collaborazione con il comune basato su 6 punti:
La persona come prima attenzione
La reciprocità, la chiesa offre e il comune fa altrettanto
La ricerca dei valori fondamentali che ci sono anche fra forze politiche differenti
Il pluralismo razziale, religioso e politico da garantire
Il bene comune nelle decisioni da prendere insieme
La sussidiarietà e la solidarietà con la cooperazione internazionale come campo di prova della sperimentazione.
"Su questi temi dobbiamo incontrarci per un buon governo dei cittadini" - ha detto il vescovo.
"Non vogliamo creare scatole vuote ma ricolme di passione educativa e di luoghi educativi, con l'avvertenza che i luoghi cosidetti educativi, siano davvero tali, prima di crearli bisogna costruire i formatori che li devono animare e presidiare."
Il riferimento è anche al nuovo centro parrocchiale che ieri sera ha visto il buco dei cattolici, in tutto una 50 di persone fra cui 30 bambini.  Il problema grosso è da chi e come verrà gestito.
Il vescovo nelle aule divide le coscienze
Tra i non cattolici molti disapprovano il no all’incontro con gli studenti
 28.03.06. Le scuole vietate al vescovo di Grosseto Franco Agostinelli in visita pastorale (prima a Roccastrada, poi a Boccheggiano), divide le coscienze, anche quelle laiche. Nello stesso Sdi, che con La Rosa nel pugno percorre la strada elettorale di una forte laicità, le posizioni sono diversificate, per quanto tutte ricondotte sotto il principio: libera Chiesa, in libero Stato. Il segretario provinciale, Monaci, dice che, come quei presidi, non avrebbe consentito l’incontro col vescovo durante l’orario scolastico (se non nell’ora di religione), mentre il consigliere regionale, Tei, defisce la faccenda un falso problema. Il sindaco diessino di Roccastrada, Marras: «Se si è trattato solo di questioni burocratiche dovevano essere superate. Io sono del parere che le istituzioni pubbliche siano laiche e, quindi, devono restare aperte a ogni stimolo. Non sono d’accordo con questa decisione». Contrariati anche gli amministratori di Montieri.
 Davanti a questi episodi, il vescovo ha inviato una nota in cui sottolinea la necessità di interpretare giustamente la parola «laicità», che altrimenti «scade in grave e pericolosa chiusura». «Dalla fede cristiana - scrive il vescovo - scaturisce la passione al bene concreto e integrale di ogni uomo. Sono perciò più che mai convinto che la giusta distinzione dei ruoli e degli ambiti non possa e non debba impedire la reale possibilità di un confronto e di un dialogo a tutti i livelli e con chiunque. Diversamente un’interpretazione discutibile e formale del valore della laicità scade di fatto in una grave e pericolosa chiusura. Con Benedetto XVI penso invece che occorra una laicità positiva, che garantisca a ogni cittadino il diritto di vivere la propria fede religiosa con autentica libertà anche in ambito pubblico». Il Tirreno
«Anche per me la scuola è laica»
28.03.06. Usa toni bassi Franco Agostinelli che, risponde al polverone, con un comunicato conciliante, rifiuta le interviste, sfugge all’ipotesi di conferenze stampe e accetta soltanto di rispondere a qualche domanda da inviargli via fax. E via fax risponde. Busserò ad ogni porta - dice - aggiungendo che non va nelle scuole per fare catechesi «perché anche per me la scuola è laica», un luogo «dove si fa cultura», ma sottolineando «da noi cultura cattolica nel rispetto delle nostre radici».
Monsignore, si aspettava il no di Roccastrada?

 «No, non me l’aspettavo, anche perché ovunque ho trovato accoglienza e disponibilità sia dai dirigenti scolastici, sia dagli insegnanti. Il rapporto con gli alunni poi è stato ottimo e gratificante, per le numerose domande che mi hanno rivolto, moltissime delle quali molto profonde e pertinenti a problemi seri e attuali; è proprio vero che i giovani, al di là delle apparenze, sopravanzano noi adulti per serietà e responsabilità».
 Cosa le hanno detto i ragazzi che ha atteso fuori dal cancello?
 «L’incontro è stato molto breve, c’era fretta di tornare a casa e il tempo non era dei migliori. È stato un saluto, un augurio e una stretta di mano molto cordiale e spontanea. Con alcuni di loro ho avuto modo di incontrarmi in occasione dei vari appuntamenti previsti dal programma della visita pastorale».
 Perché non ha invitato gli studenti ad un incontro al di fuori dell’orario scolastico? Oppure, perché non ha chiesto di poterci parlare nell’ora di religione?
 «Perché non faccio io il calendario e il programma delle visita pastorale; io indico le linee e gli incontri da prevedere, ma poi spetta ad altri ordinare i vari appuntamenti. Sono comunque disposto ad ogni modalità pur di poter dialogare con i giovani e gli alunni, nella certezza che tra noi abbiamo qualcosa da dirci, senza pregiudizi o preconcetti ideologici».
 Boccheggiano: è vero che sono in corso contatti per incontrare gli studenti?
 «Non so se ci sono trattative in corso, ma lo dubito visto il netto rifiuto da parte dei responsabili. Comunque sia, o a scuola, o in altro luogo, io incontrerò i ragazzi della scuola elementare di Boccheggiano».
 Quali altre scuole ha visitato, sinora, senza problemi?
 «Fino ad ora sono potuto andare in tutte le scuole dei paesi visitati, senza alcun problema e con totale soddisfazione da parte di tutti. Anzi prendo occasione per ringraziare, oltre i ragazzi ed i bambini, anche i dirigenti scolastici e gli insegnanti per la loro cortesia e gentilezza. Loro possono testimoniare che il Vescovo non va nelle scuole a fare catechesi, perché anche per me la scuola è laica e il luogo dove non si fa catechesi ma cultura e da noi cultura cattolica nel rispetto di quelle che sono le nostre radici, la nostra storia, il nostro vissuto, le nostre tradizioni».
 Quali altre scuole si propone di visitare da qui alla fine della visita pastorale?
 «Se mi è concesso, mi propongo di visitare tutte le scuole della nostra Diocesi; busserò ad ogni porta, chiederò permesso e se vorranno accogliermi sarò lieto di poter condividere con gli alunni i problemi, le attese e i sogni che accompagnano la loro vita e cercare di dare risposta alle loro legittime aspettative; con gli insegnanti vorrei condividere la “passione educativa” che deve caratterizzare, al di là di ogni diversità, l’obiettivo del bene comune della gente, in particolare dei nostri giovani».Il Tirreno
Il segretario dello Sdi dà ragione ai dirigenti scolastici
Monaci: «Avrei agito come quei presidi»
 28.03.06.  «Nei loro panni avrei fatto quello che hanno fatto i presidi di Roccastrada e di Boccheggiano». Giuseppe Monaci, segretario provinciale del laico Sdi, non ha dubbi. «Al vescovo nell’esercizio del suo ruolo - dice - va tutto il mio rispetto e ritengo che sia logico che voglia incontrare le varie realtà, e quindi anche il mondo della scuola. Penso, però che un incontro con gli studenti in orario scolastico sia un’istanza terza e quindi bene hanno fatto i dirigenti, se non c’è una programmazione, a negarlo».
 La cosa più equilibrata, secondo Monaci, sarebbe stata «una richiesta fatta per tempo nei confronti della quale l’istituzione scolastica non avrebbe avuto motivo di dire di no, magari indicando ai ragazzi ora e luogo per un incontro al di fuori dell’orario di lezione. E se, invece, l’incontro era da farsi durante l’orario scolastico, non vedo perché non usare l’ora di religione visto che c’è. Insomma, è solo un problema di modalità e di approccio sereno alle cose».
 Francesco Giorgi, membro dello stesso partito, ha più dubbi: «Sebbene io condivida i valori laici e quindi anche la difesa della scuola pubblica senza particolari tendenze per un confessione piuttosto che per un’altra - dice -, ritengo che in questa vicenda ci sia stato un eccesso di zelo laico. Io sono per la laicità dello Stato e della scuola, ma sono soprattutto per una scuola pluralista e quindi per un valore che è alla base della democrazia. Il che sigifia che bisogna essere aperti al dialogo con chiunque. Dal mio punto di vista, insomma, sarebbe stato più utile far entrare il vescovo, invitandolo a discutere fra laicità e intromissione della Chiesa nella vita pubblica. La verità è che ci stiamo polarizzando troppo tra bianco e nero, mentre bisogna essere ragionevoli e tendere a formare le coscienze. Non me la sento di giudicare negativa la volontà del preside, ma avrei scelto il confronto, e avrei organizzato un incontro anche col rappresentante di qualche movimento laico per dare una panoramica completa delle problematiche della scuola pluralista e aconfessionale». Il Tirreno
Don Franco: «Fummo noi ad accogliere gli albanesi»
 GROSSETO. Monsignor Franco Cencioni il no della scuola di Boccheggiano proprio non l’ha digerito. E neanche lo nasconde. «Ho insegnato una vita - dice -; in base al nuovo concordato, è il vescovo che designa gli insegnanti di religione e, poi, non gli si consente l’accesso in una scuola dove ci sono coloro che lui stesso manda ad insegnare?».
 Monsignore, ma in quella scuola ci sono molti molti alunni musulmani. O no? «Forse si è dimenticato che quando avemmo il primo grosso arrivo di albanesi, la prefettura chiese a noi di accoglierli nella Casa Vacanza che abbiamo proprio a Boccheggiano. Dicemmo di sì subito. Facemmo accoglienza, mai proselitismo. Noi lavoriamo per unire, non per dividere. La verità è che si dimentica che i consigli scolastici hanno le loro prerogative e i genitori cattolici li hanno disertati. Per quanto ci riguarda non intendiamo raccogliere alcuna polemica, né, tantomeno, guanti di sfida». Il Tirreno
Una studentessa del liceo scrive Giusto non far entrare il vescovo 27.03.06.    Ilaria Mugnai, studentessa del quarto anno del liceo classico Bernardino Lotti «quello che ha vietato l’incontro con il Vescovo» ci scrive per far sentire la voce di una «diretta interessata».  Dice la studentessa: «Lo stato, e quindi la scuola pubblica, sono laici. Ritengo - aggiunge Ilaria Mugnai - la fede un qualcosa di estremamente personale e soggettivo, e di certo nulla mi vieta, uscita da scuola di andare in chiesa. Non è quindi assolutamente giusto che l’Istituzione scuola(inteso come il gruppo degli studenti) partecipi ad un incontro col clero». Se la scuola avesse organizzato l’incontro col vescovo sarebbe stata «una mancanza di rispetto a un principio scritto anzitutto sulla costituzione e secondo una mancanza di rispetto per gli atei e tutti coloro che sono di fedi diverse».
Scrive ancora la studentessa: «Ritengo invece proficuo l’incontro con un rappresentante del clero per discutere sui grandi temi della morale (esempio il video portato nelle scuole dal professor Viale sull’eutaniasia), ma non ritengo utile un incontro senza nessun motivo, come si prefigurava essere questo. Non ho ritenuto, diversamente da alcuni, l’incontro come una perdita di tempo, ma come un qualcosa di sbagliato in se stesso. Pretendo - afferma nella lettera - che la scuola, come insegnamento fondamentale, ci insegni a rispettare le leggi, e di conseguenza ci insegni ad essere laici e rispettare il diritto di tutti. La decisione presa dal Consiglio d’Istituto - aggiunge Ilaria Mugnai - è un ottimo passo verso questo». Il Tirreno
L’assessore «Un gesto inconcepibile»  25.03.06.     «A mio avviso è inconcepibile la scelta di non permettere al vescovo Franco Agostinelli di incontrare i nostri ragazzi dell’Istituto superiore. Non so come possa essere stata giustificata questa decisione dalla presidenza dell’Istituto statale «Bernardino Lotti» di Massa Marittima ma credo che il breve saluto di un’autorità religiosa e morale come un vescovo non sia un momento di distrazione o, peggio ancora, di divisione bensì un passaggio e un messaggio positivo, per tutta la società, dai più piccoli agli anziani».
 E’ il commento dell’assessore al Comune di Roccastrada Roberto Fenili, impegnato nel volontariato cattolico e amministratore della locale Misericordia della Confraternita. La visita pastorale del vescovo, evento che capita raramente, è stata forse male interpretata». «Mi aspetto - conclude - che i genitori chiedano spiegazioni su ciò che è accaduto. Personalmente mi dispiace di una chiusura così netta, forse una soluzione la si poteva trovare, anche perchè ovunque il vescovo ha potuto fare serenamente gli incontri con gli studenti». Il Tirreno
Un genitore « È una scelta coraggiosa »   25.03.06.  «Il consiglio d’istituto e/o la preside del “Turistico”, che non hanno permesso agli studenti di uscire per incontrare il vescovo ritengo che abbiano compiuto una scelta in linea con i tempi, coraggiosa, da sottolineare in positivo». A parlare così è il genitore di un bambino che invece il vescovo lo ha incontrato, al centro civico, e che preferisce non essere nominato.
 «In un periodo in cui la Chiesa, attraverso il solito cardinal Camillo Ruini, influenza più che mai le politiche (sociali, scolastiche, e non solo) dei due poli, ad ogni livello, questo rigurgito di autonomia, peraltro in linea - mi dicono - con le disposizioni del Ministero della Pubblica istruzione, trattandosi di una scuola pubblica, lo trovo più che mai legittimo».
 «Ora - conclude il genitore, scherzando - immagino le polemiche che seguiranno e le prese di posizione contro la preside. Scenderanno in campo tutti: politici di ogni razza e colore, fedeli e quant’altro. Nemmeno fossimo al “Chelli”, a Grosseto, invece che nella rossa Roccastrada, da sempre terra di mangiapreti, orgogliosamente diversa, ospitale, multirazziale». Il Tirreno
Il consiglio ha deciso all’unanimità e tutti devono rispettare le regole.   25.03.06.  Non si sottrae alle spiegazioni su quanto accaduto ieri a Roccastrada la preside del «Lotti», Laudomia Benedetti. «Io sono abituata a rispettare le normative, a rispettare gli organi che hanno competenza su questo tipo di decisioni. Il consiglio d’istituto, all’unanimità, ha stabilito che non si può interrompere l’attività didattica, derogando alle disposizioni vigenti, e io ho semplicemente comunicato questa scelta alla Diocesi. Di conseguenza, ieri, i ragazzi non sono potuti uscire per incontrare sua eccellenza. I fatti sono questi». La professoressa Laudomia Benedetti, preside dell’Istituto tecnico per il turismo di Roccastrada, sede distaccata del «Bernardino Lotti» di Massa Marittima, ha una lunga esperienza come dirigente scolastico; è stata anche al liceo scientifico «Guglielmo Marconi» di Grosseto.
 Non c’era un modo per venire incontro alla richiesta del sacerdote di Roccastrada? In fondo si trattava di perdere un’ora di lezione per ascoltare le parole di un’autorità religiosa, morale.
 «Guardi, la richiesta è pervenuta nei giorni scorsi, a ridosso dell’evento, e il consiglio d’istituto programma le varie attività, le uscite, all’inizio dell’anno scolastico. Comunque ne abbiamo parlato nel corso dell’ultima riunione e, ripeto, all’unanimità, è stato deciso di non derogare. Peraltro ritengo che, in questa settimana, non siano mancate a Roccastrada le occasioni per incontrare e ascoltare il sacerdote e il vescovo, fuori dalla scuola intendo».
 Ma i ragazzi di materna, elementare e media, che fanno capo all’Istituto comprensivo di Roccastrada, sono usciti e hanno incontrato monsignor Agostinelli, al centro civico.
 «Ho saputo. Ma io rispondo per studenti e insegnanti delle mie scuole. Comunque ognuno fa le scelte che ritiene più opportune. Lei sa che per autorizzare un’uscita degli studenti (accompagnati dagli insegnanti) come quella che è avvenuta oggi (ieri ndr) ci vuole una procedura ben precisa e una delibera?». Il Tirreno
Negata al vescovo la visita alla scuola.   25.03.06.   E monsignor Agostinelli aspetta gli studenti davanti ai cancelli sotto la pioggia  Il prelato contrariato per l’incidente «Evidentemente considerano il dialogo con me un’inutile perdita di tempo.   La preside dell’Istituto statale di istruzione superiore «Bernardino Lotti» di Massa Marittima, Laudomia Benedetti, con l’avallo del consiglio d’isitituto, non ha permesso al vescovo della diocesi di Grosseto Franco Agostinelli, in visita pastorale a Roccastrada, di incontrare al mattino i ragazzi della sede distaccata dell’Istituto tecnico per il turismo. La notizia, che circolava da giorni, ieri ha trovato la conferma nei fatti.
 Monsignor Agostinelli, che aveva programmato per venerdì mattina una serie di incontri con le scuole del capoluogo, è stato accolto al centro civico dai ragazzi di materne, elementari e medie ma ha dovuto rinunciare alla presenza dei giovani del Turistico. Così il vescovo, insieme a don Aimè e don Ermille (i sacerdoti in forza alla parrochia di San Niccolò) ha deciso di attendere gli studenti all’uscita, alle 13,30, fuori dai cancelli, sotto la pioggia, per scambiare con loro due parole.
 Il vescovo sapeva da tempo del mancato via-libera del consiglio d’istituto ma ha sperato fino all’ultimo in una mediazione, un ripensamento. Mercoledì sera, in un’affollata assemblea con i volontari della locale Misericordia, Agostinelli era tornato sull’argomento, con calore: «Non so se è vero, spero di no, ma la preside delle scuole superiori avrebbe detto che la richiesta è stata presentata troppo tardi e che comunque non vuole perdite di tempo per gli studenti. Evidentemente considera la mia presenza una perdita di tempo...».
 La visita pastorale del vescovo Franco Agostinelli alla comunità di Roccastrada (l’ultima l’aveva compiuta monsignor Adelmo Tacconi alla metà degli anni Ottanta) si chiude oggi. In programma l’incontro con il sindaco Leonardo Marras e gli amministratori (si parlerà anche dell’episodio di ieri), poi nel pomeriggio, alle 17, le conclusioni e i saluti nella Chiesa di San Niccolò, dove si prevede il tutto esaurito. «E’ stata una settimana impegnativa, ricca di spunti di dibattito - ha detto il vescovo - Roccastrada è una realtà particolare, dove ho sinceramente percepito l’attesa per il mio arrivo, peccato per questo incidente...».
 E in effetti il soggiorno del vescovo nel capoluogo collinare, per una settimana, ha movimentato la vita sociale. Lo slogan di Agostinelli, «Uscire dal tempio», per stimolare i cattolici roccastradini a partecipare, senza complessi, alla vita del paese «come sale e lievito», si è già tradotto in una iniziativa concreta: l’apertura di un nuovo centro parrocchiale, distante dalla chiesa e posto proprio nel cuore del paese. Don Ermille Berselli e i fedeli hanno scelto infatti una posizione strategica, la sede dell’ex consorzio agrario, posizionandosi nel baricentro della vita cittadina, tra il palazzo comunale, il teatro dei Concordi e i circoli ricreativi di Roccastrada. Questa sarà la «locanda dell’uomo ferito», cioè quell’idea di parrocchia vicina ai problemi della gente.
 Qualcuno, come l’ingegner Mario Amerini, figura simbolo del volontariato cattolico roccastradino, parla di svolta storica: «L’episodio spiacevole del mancato incontro del vescovo con gli studenti del Turistico non cambia i contenuti di una settimana molto positiva. La visita di un’autorità morale, come quella del nostro vescovo, è stata soprattutto l’occasione per analizzare la realtà, un centro, Roccastrada, ancora tradizionalmente laico e anticlericale. Cosa è emerso? Una fragile identità individuale in un contesto ambientale, culturale ed etnico (a Roccastrada c’è una vasta comunità di cittadini extracomunitari) molto più complesso e articolato di quello trovato da Tacconi alla metà degli anni Ottanta, in cui c’è bisogno di autocritica e dialogo». Il Tirreno
Il vescovo in visita a Roccastrada 24.03.06 Prosegue a Roccastrada la visita pastorale del vescovo Franco Agostinelli, iniziata nell’ultimo fine settimana. L’assessore Roberto Fenili ha fatto gli onori di casa a nome del Comune, ricordando la coincidenza, nel 2006, del 40º anno della fondazione dell’Istituto Geriatrico, il fiore all’occhiello dei cattolici roccastradini, struttura realizzata nel 1966 da don Bailo e messa a disposizione di tutta la comunità. «Siamo venuti in missione - ha risposto il vescovo - per fare una diagnosi, applicare la pedagogia dei fatti e rievangelizzare la chiesa dall’interno. Sono qui per fare proposte concrete e non per fare miracoli». Ieri c’è stato l’incontro con il volontariato della Confraternita. Venerdì 24, alle 21, altro incontro collettivo nel nuovo centro parrocchiale. Sabato 25, alle 10, l’incontro con gli amministratori, poi le conclusioni della visita pastorale che tirerà il vescovo stesso, alle 17, nella Chiesa di San Niccolò, dove si prevede il tutto esaurito.-  Il Tirreno
La visita del vescovo e nuova evangelizzazioneRoccastrada, prove di confronto fra cattolici   marzo 06. Il vescovo Agostinelli sta per visitare Roccastrada. Ma i roccastradini come lo accoglieranno? Lo abbiamo chiesto a Mario Amerini, impegnato nell’associazionismo cattolico, da sempre in prima fila, poco incline alla diplomazia. «Il cattolico roccastradino è tradizionalista, si entusiasma poco e si defila molto, per riscaldare la sua passione religiosa, bisognerebbe scuotergli di dosso il torpore della periferia e questa visita può lasciare il segno, anche se servirà, subito dopo, un costante lavoro di ricucitura culturale con uomini e programmi adatti».
 Non le sembra che Roccastrada sia un terreno difficile da rievangelizzare?
 «Certo, e proprio per questo credo che, qui a Roccastrada sarebbe necessaria una proposta cristiana innovativa. Un metodo potrebbe essere quello di farli rincontrare, confrontare e riflettere sui temi di oggi attraverso le encicliche sociali, fenomenali spunti di dialogo anche con il laicismo locale».
 In concreto cosa pensa sia possibile fare?
 «Credo che la priorità dovrebbe essere appunto la creazione di occasioni di incontro, di dibattito e di confronto soprattutto “fuori dal tempio”, tra la gente, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni, nelle scuole roccastradine. Non sarà solo un problema di metodo ma anche di persone. Occorrerà che i cattolici seminino la società civile di nuovi “operatori di pace” e forse una preliminare, serena e franca autocritica potrebbe spianare davvero la strada al dialogo con l’esterno».
 A Roccastrada ci sono due anime contrapposte dei cattolici. Il vescovo riuscirà ad amalgamarle in una sintesi unitaria e duratura?
 «E’ un’altra sfida di questa visita pastorale. Certamente la riconquista cattolica di Roccastrada dovrebbe passare attraverso tre fasi: l’analisi, l’autocritica e il dialogo. L’analisi per valorizzare le positività della comunità ecclesiale, l’autocritica per riconoscerne gli errori, il dialogo (in primo luogo tra noi) per comunicare un nuovo Vangelo in una Roccastrada che cambia». (Tirreno)
Visita pastorale di monsignor Agostinelli   Dopo venti anni ritorna il vescovo . marzo 06. Crescita zero, crisi della famiglia tradizionale, crollo delle ideologie, isolamento territoriale, sono problemi comuni a molti centri della vastissima Maremma. Se, a questo contesto più generale, si aggiunge il riaffacciarsi di focolai di individualismo allora la visita di un’autorità morale, come quella di un vescovo cattolico, può diventare per Roccastrada l’occasione storica per analizzare la sua realtà in continua evoluzione.
 Monsignor Franco Agostinelli giungerà a Roccastrada fra il 19 e il 25 marzo in una comunità ancora tradizionalmente laica e anticlericale.
 Ma se ha avuto modo di leggere gli appunti di viaggio di uno dei suoi predecessori (Tacconi, in visita pastorale oltre 20 anni fa) si accorgerà anche dell’esistenza di una più fragile identità individuale in un contesto ambientale, culturale ed etnico molto più complesso e articolato di quello trovato da Tacconi alla metà degli anni Ottanta. Ciò nonostante Agostinelli, nel prendere atto di questa nuova situazione e di questo mix di vecchi e nuovi bisogni, troverà anche alcune realtà positive ben radicate. Ad esempio il considerevole rinascimento associativo, che ha saputo reagire vigorosamente alla crisi delle ideologie, surrogando la disgregazione dei partiti e l’involuzione della stessa chiesa cattolica.
 Tutto questo grazie all’idealità di centinaia di volontari (anche anziani) che rappresentano oggi il vero tessuto connettivo della società reale roccastradina, un tessuto incoerente ma schietto e trasversale pronto a giudicare i nuovi leader.
 La visita diventa quindi l’occasione di una verifica collettiva che sollecita tutti, individui e istituzioni. Il mondo cattolico, in particolare, si aspetta dal suo vescovo, la realizzazione della”locanda dell’uomo ferito” ovvero di quella concezione di parrocchia a servizio di tutti che oggi, qui, si stenta a riconoscere. Non solo. A Roccastrada i cattolici sono in diaspora: dal 1995 c’è un impegno politico nel governo del territorio.
 Un salto di qualità raggiunto dal popolarismo cattolico che, però, è stato tutt’altro che indolore, al punto che oggi, molto più che in passato, sono facilmente identificabili due anime, quella tradizionalista e quella progressista, che, di volta in volta, si trovano contrapposte nella proposizione di modelli.
 L’auspicio è che la visita del vescovo riesca ad amalgamare le due anime in una sintesi unitaria e duratura, che passa attraverso autocritica e dialogo. (Tirreno).