Agostinelli
invitato dall’istituto commerciale 03.05.06
Dopo il no a Roccastrada il vescovo a scuola a Grosseto . Grazie
a un «caloroso invito da parte di alcune classi dell’Istituto
Commerciale di Grosseto», il vescovo Franco Agostinelli ha fatto
visita agli studenti per affrontare il tema «Il dialogo
interreligioso in una società che cambia». La professoressa
Rosanna Mambrini racconta che «Franco Agostinelli, si è trattenuto
volentieri con gli studenti, rispondendo alle loro richieste.
L’obiettivo didattico - sostiene ancora l’insegnante - deve
abilitare i giovani a saper accogliere, confrontarsi e dialogare con
quanti vivono scelte religiose e impostazioni di vita diverse dalla
propria».
In marzo il vescovo aveva chiesto di incontrare gli studenti
in un istituto di Roccastrada e nella scuola di Boccheggiano. In
entrambi i casi il consiglio di istituto aveva negato l’accesso.
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Un solco divide la Chiesa dai
giovani La mancanza di
rapporti è balzata fuori durante la visita del vescovo
20.04.06 RIBOLLA. Prima di Pasqua si è svolto a
Ribolla l’atteso incontro del vescovo Franco Agostinelli con la
Vicaria della zona collinare per fare il punto della situazione nel
comprensorio recentemente visitato. All’esterno non è trapelato
molto sui contenuti della riunione con i sacerdoti, ma alcune
ipotesi si possono fare prendendo spunto dai resoconti pubblicati
dal settimanale diocesano «Toscana Oggi». Le parrocchie
visitate dal vescovo nella più vivace Vicaria diocesana sono state
10: Ribolla, Tatti, Sticciano, Montemassi, Roccatederighi,
Sassofortino, Roccastrada, Torniella, Boccheggiano e Olmini. In
collina il vescovo ha toccato con mano, e in tutta la sua
drammaticità, l’assenza di dialogo fra Chiesa e giovani, dialogo
che termina inesorabilmente dopo l’età della cresima. A Ribolla
monsignor Agostinelli ha incontrato le associazioni e don Fabio
Bertelli, che tiene anche la parrocchia di Tatti, come presago della
successiva involuzione roccastradina, ha centrato subito il problema
dei problemi, quello del rapporto fra chiesa e società reale,
spianando la strada al dialogo e concludendo che la differenziazione
fra laico e cattolico non non è contrapposizione ma condivisione. A
Tatti poca la partecipazione (soprattutto anziani) come del
resto a Montemassi dove il parroco don Manlio La Greca (ex
capppellano militare), assente per malattia, è sostituito da don
Giorgio Nencini. A Montemassi il vescovo ha posto il problema di
sopperire alla carenza di preti con la partecipazione attiva dei
laici. A Sticciano, dove opera don Vittorio Burattini, lo
storico della diocesi, sono stati i ragazzi delle scuole inferiori a
stimolare il dibattito. A Torniella e Piloni, parrocchie in
capo al vice parroco di colore don Aimè Rwamashuri, è stata
registrata una certa dinamicità. Il prete ruandese, che è anche
vice parroco a Sassofortino, ha rivitalizzato la partecipazione
della gente. A Sassofortino, invece, nonostante don Aimè, il
vescovo ha potuto notare le prime avvisaglie delle future tensioni
emerse a Roccastrada e Boccheggiano. Toscana Oggi, organo della
curia vescovile, cita infatti per Sassofortino, “come unico
elemento negativo l’assenza non casuale di alcuni insegnanti,
timorosi forse di mettere a repentaglio la loro (rispettabilissima)
laicità”. Nonostante questo don Aimè ha comunque smussato gli
angoli facendo gli onori di casa e dando alle stampe il giornale
parrocchiale «Tempi fantastici». Non solo. A Sassofortino il
vescovo ha incontrato anche diversi giovani adolescenti e sposi.
Poi Roccastrada con le sue luci e le sue ombre. Qui
Toscana Oggi non ha dato alcun risalto all’incontro col
volontariato della Confraternità di mercoledì 22 marzo, che invece
è stato l’unico incontro ecumenico e trasversale tra vescovo e
volontariato cattolico e da dove, sentendosi a casa sua, il vescovo
ha esternato il proprio dispiacere per il mancato incontro con gli
studenti. A Roccatederighi il vescovo ha
trovato ad accoglierlo don Mirko Scoccati (che tiene anche Ravi) e
un bel gruppo di parrocchiani. Infine Boccheggiano dove don
William Ortiz (che regge anche Giuncarico) ha comunicato al vescovo
della chiusura laicista delle scuole, questa volta inferiori.
I numeri della visita sono questi: il vescovo è riuscito a
incontrarsi con oltre un centinaio di malati e con oltre 2.000
persone su 10.000 abitanti, il 20%, un buon risultato che supera le
presenze domenicali intorno al 7-8%. Il Tirreno
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Auguri anche ai non credenti
perché scoprano la fede in Cristo 14.03.06 Il Vescovo Agostinelli: ... Alla Chiesa auguro il coraggio della
perseveranza nel cammino della fede e l’impegno a testimoniare il
Vangelo ed i suoi valori perenni, dentro e fuori del tempio, in ogni
ambiente di vita ed in ogni contesto sociale. Alla Città,
intendendo con questo termine tutto il popolo che vive nel
territorio della nostra Diocesi, auguro la serenità nelle famiglie,
la concordia nei rapporti sociali, l’impegno di tutti, e
soprattutto di coloro che hanno responsabilità politiche, nel
conseguimento del bene comune. In questa
Visita pastorale, che mi porta ad un contatto, quotidiano e
ravvicinato, con la gente dei nostri paesi e delle nostre campagne,
vado scoprendo, con immenso piacere, che, nonostante il secolarismo
strisciante e le invasive proposte di pseudovalori da parte
della società mediatica di oggi, resistono ancora le radici della
fede, i valori più autentici tramandatici dai nostri padri, una
diffusa aspirazione ad un mondo pulito e ad una vita meritevole di
essere vissuta e rispettata. Da questa constatazione
mi sento di rinnovare e confermare la stima per la nostra gente,
l’amore e l’affetto per tutti, nella certezza che la Pasqua,
giorno senza tramonto, risplenderà sempre nella nostra vita.
Il Tirreno
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Silenzio elettorale violato
10.04.06 Nella zona di Roccastrada, nella notte tra sabato e
domenica, ignoti hanno diffuso (per le strade e sui veicoli)
volantini di An nelle frazioni di Roccatederighi, Sassofortino e
Roccastrada. Al mattino ci sono state numerose proteste. È stato
attivato l’Ufficio elettorale ed è partita la segnalazione alle
locali stazioni dei carabinieri e l’informativa alla Prefettura di
Grosseto. Non è la prima volta che accadono episodi simili alla
vigilia del voto. «Si tratta sicuramente di una ragazzata» ha
commentato il sindaco, sdrammatizzando il fatto. Il Tirreno
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Sinistra
contro vescovi e Chiesa Appello di Berlusconi ai
Cattolici 5.04.06 A
4 giorni dalle elezioni comizio del premier alla Fiera di Roma.
"Votare Unione è controsenso, significa calpestare i nostri
valori"
" Inoltre,
Berlusconi attacca, (riferendosi probabilmente anche la caso
Roccastrada ndr) "la sinistra vuole mettere il bavaglio ai vescovi
e alla Chiesa cattolica", mentre per la Cdl il Vaticano
"deve avere piena libertà di espressione perché il cardinal
Ruini è un italiano come gli altri".
"Non penso - è la conclusione del Cavaliere - che un credente
possa dare il suo voto a chi manifesta certe intenzioni contro la
religione cattolica e la Chiesa" come quelle di "eliminare
l'ora di religione, togliere il crocefisso dalle aule, abolire l'8
per mille e cancellare il Concordato".
La Repubblica.
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Pera: c’è un attacco laicista
alla Chiesa 05.04.06 Intervento a Grosseto del
presidente Pera in campagna elettorale per il centro destra che ha
detto: "...Episodi come quello avvenuto in Maremma, con il
vescovo di Grosseto che è stato tenuto fuori da due scuole, non
sono, per Pera, che un esempio del laicismo che dilaga. Soprattutto
nel centrosinistra. «Non è giusto - dice - l’attacco
laicista, molto spesso protervo e arrogante, di settori del
centrosinistra nei confronti della Chiesa che sta richiamando tutti
i fedeli a dei principi e a dei valori che non sono propri solo
della Chiesa, ma che dovrebbero essere propri anche di tutti i laici».
Il Tirreno
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TOSCANA
OGGI 01.04.06
il settimanale
della diocesi sulla visita pastorale del vescovo
clicca e leggi i
tre articoli: 1
2
3
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| Genuflessi
di fronte all’invadenza clericale 01.04.06
Le dichiarazioni dei politici locali rilasciate a seguito del
mancato incontro del vescovo di Grosseto con gli studenti della
scuola superiore di Roccastrada danno la reale dimensione della loro
sudditanza culturale nei confronti della Chiesa. Ce ne fosse stato
uno, uno solo, che ha avuto il coraggio di affermare che la scuola
non è la parrocchia. Punto e basta. Macché: “La scuola dev’essere
aperta al dialogo”; “È stato un errore”; “Una vergogna”.
O, al limite: “La visita poteva essere pianificata con più largo
anticipo”; Pur mostrandomi d’accordo con la preside, non credo
che si debba precludere il confronto con un’alta autorità
morale...”. È bene che sappiate, cari politici, che più vi
calate le brache di fronte alla Chiesa, più la stessa Chiesa invade
spazi che sono di vostra competenza. Se non vi liberate di questa
sudditanza culturale, se non riacquistate l’autonomia di pensiero,
ridurrete la vostra azione a una sterile quanto ridicola lotta tra
servi per dare prova di fedeltà al primo sacerdote-padrone che ve
la chiede. E questo vale soprattutto per gli esponenti del
centrosinistra, i quali ancora si ostinano a voler competere con
Pera e Bondi su chi è più amico di Ruini. È a
voi del centrosinistra che mi rivolgo: impegnatevi per tutelare i
diritti di milioni di persone che hanno piene le scatole
dell’invadenza clericale nella vita civile. Potrebbe essere
un’idea. Nicola Morgantini (dal Tirreno)
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Il
no al vescovo continua a dividere Banca della
Maremma indignata, Rosa nel Pugno con i presidi Il
dibattito si sviluppa sui temi dell’autonomia
31.03.06 Visita nelle scuole negata al vescovo.
Raffica di prese di posizione. Addirittura ne ha parlato il
consiglio di amministrazione della Banca della Maremma, che,
riunitosi ieri, esprime in una nota «dispiacere e disappunto per il
fatto che Sua Eccellenza il vescovo di Grosseto non abbia potuto
portare il messaggio di pace ed amore ai giovani delle scuole di
Roccastrada e Montieri». Il cda si dichiara «al fianco
del nostro vescovo perché l’intolleranza venga isolata».
«Come cattolico prima e come esponente politico di An - dice Fabrizio
Rossi dell’esecutivo provinciale di An - definisco
inaccettabile il rifiuto dell’istituto che ha impedito al
rappresentante della Chiesa l’incontro con gli studenti.
Vergognose le risposte e/o scuse addotte dai dirigenti scolastici
che hanno rifiutato l’incontro, con una così alta autorità
morale, da sempre vicina ai problemi dei giovani».
Giuseppe Monaci, presidente provinciale Sdi “Rosa nel
pugno”: «Ritengo logico che il vescovo incontri gli studenti, ma
ho espresso dubbi sulle modalità di svolgimento dell’incontro
stesso. Sono un credente e ho maturato proprio in un gruppo
cattolico i miei convincimenti politici. La visita pastorale è un
evento significativo in cui il vescovo si confronta con le realtà
sociali ed economiche della Diocesi. Anche per i non cristiani oggi
può essere occasione di incontro culturale ma ciò non ha alcun
riscontro, né può averlo nei programmi ministeriali per la scuola:
ecco perché ho dichiarato è normale che un preside neghi
un’autorizzazione che comporta la sospensione delle lezioni e
l’obbligo per tutti, credenti e non, cristiani o ebrei, di
incontrare il vescovo».
Mauro Biagioni, responsabile provinciale enti locali dello
Sdi, difende i presidi: «In coscienza, come cattolico, ma anche
come socialista che milita nella Rosa Nel Pugno, ritengo che chi
opera con azioni di censura, chi sposta il tutto sullo scontro tra
civiltà, chi ritiene d’essere più legittimato di altri a
rappresentare i valori cristiani, chi dimentica o interpreta a suo
uso e consumo, Costituzione, Concordato, Leggi e Regolamenti di
questa nostra imperfetta Repubblica, sbaglia e commette un grave
errore. La richiesta d’incontro, da parte del Vescovo di Grosseto,
poteva e “doveva” essere indirizzata e canalizzata in tempi
utili, per permettere all’interno delle organizzazioni scolastiche
una democratica e serena discussione, magari utilizzando
l’occasione per introdurre un confronto a più voci sui temi etici
adesso al centro del dibattito culturale. Spero, mi auguro, che il
Vescovo apprezzi anche chi come me, con molta franchezza e
convinzione, non condivide molte delle scelte in materia di diritti
civili e di ricerca scientifica, fatte dalla Cei.>. Il Tirreno
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Stellini
(Ds): stavolta la scuola è stata maestra di intolleranza
28.03.06 «La tolleranza si sostanzia nel rispetto e
nella curiosità per chi ha idee, sia che queste siano affini alle
nostre, sia che siano opposte». Lo afferma Giovanna Stellini,
segretaria comunale dei Ds che sostiene come «monsignor Agostinelli,
oltre ad essere un uomo di cultura, è vescovo della Diocesi di
Grosseto, e in quanto tale è la massima autorità in materia di
valori cattolici».
Insomma, la democrazia dà garanzie a tutti, perché consente
e stimola la discussione. «Per questo motivo è opportuno dialogare
con un sentimento di apertura, dimostrando capacità d’inclusione
e non volontà di esclusione. Questo vale nei confronti del vescovo
di Grosseto, come di qualunque altro esponente del mondo religioso o
culturale che chiedesse ospitalità al mondo della scuola per
discutere di valori. Personalmente, lo scorso anno, non ho
condiviso la scelta d’interrompere le lezioni e di mostrare ai
bambini delle scuole elementari i funerali di Papa Giovanni Paolo II,
perchè in quell’occasione un funerale era stato trasformato in un
fenomeno di comunicazione di massa, senza una seria analisi
dell’evento. Nel caso dei ragazzi di Roccastrada e
Boccheggiano, invece, credo si sia persa un’occasione per
praticare la tolleranza». Il Tirreno.
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Angelini
(Udc): «Scelta in contrasto con il ruolo di educatori
28.03.06 Il segretario provinciale dei Giovani
dell’Udc Luca Angelini interviene con una nota sul mancato
incontro tra il Vescovo monsignor Franco Agostinelli e gli studenti
dell’istituto Tecnico per il Turismo “Bernardino Lotti” di
Roccastrada e delle scuole di Boccheggiano.
Lo fa con una nota che prende le distanze dalla decisione del
consiglio di Istituto.
«I dirigenti scolastici - afferma Angelini - rifiutando
l’incontro tra il vescovo e i loro studenti hanno fatto una scelta
non coerente con il loro ruolo di educatori, che dovrebbero
trasmettere i valori della tolleranza e del rispetto ai loro
studenti.
Valori, prosegue Angelini, che si rispecchiano fortemente nel mondo
occidentale e nel crocefisso, come sancito dalla recente sentenza
della Corte di Cassazione, che riconosce lo stesso crocefisso, come
simbolo della nostra cultura, anche di quella laica».
«Quindi - conclude il segretario Luca Angelini - il gesto dei
dirigenti ‘educatori’ scolastici risulta incomprensibile perché
non permette la presenza di che è portatore di valori
universalmente riconosciuti, come l’esaltazione del valore della
centralità e della dignità dell’uomo». Il Tirreno
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Gli
studenti d’accordo col preside
28.03.06 Nelle classi tutti condividono la decisione del
Consiglio di istituto del Bernardino LottI. Lettera del
rappresentante dei ragazzi: «difesa l’autonomia della scuola.
«Non mi aspettavo che si scatenasse, contro la ratifica del
Consiglio d’Istituto del quale faccio parte, una polemica così
accanita. Credevo che l’opinione pubblica riconoscesse
maggiormente l’autonomia di un ente statale, laico, quale la
scuola». Inizia così la lettera aperta scritta da Dario Rosati,
rappresentante degli studenti in consiglio d’istituto del
Bernardino Lotti di Massa Marittima-Roccastrada. Un ragazzo che
mostra di avere le idee chiare e la penna raffinata: «Sono convinto
più che mai delle motivazioni che hanno determinato la decisione di
non concedere agli studenti dell’Itt di Roccastrada il permesso di
interrompere il regolare svolgimento dell’attività didattica per
partecipare all’incontro con sua eccellenza Agostinelli, proprio
in virtù della laicità dell’istituzione che rappresento». Dario
Rosati spiega il suo punto di vista: «La fede, espressione
personale e non istituzionale».
Concorda pienamente con le posizioni assunte dal dirigente Laudomia
Benedetti e dal consiglio, il quale si è pronunciato, in maniera
unanime, sulla richiesta «in ottemperanza al rispetto della legge,
dell’autonomia scolastica e, soprattutto, della stessa utenza che
il consiglio è chiamato a rappresentare». Il
rappresentante degli studenti non ritiene infatti corretto «sia dal
punto di vista di studente, che di credente, che la partecipazione
all’incontro con il vescovo debba essere frutto di una ratifica
del consiglio d’Istituto, con conseguente imposizione, piuttosto
che libera scelta dettata dal libero arbitrio e dal proprio credo.
Scelta che reputo, come dire, “forzosa”, nel caso degli alunni
delle scuole inferiori, come, del resto, espresso da parte del
genitore intervistato nell’edizione del Tirreno di sabato 25
febbraio». Allo stesso tempo, Rosati definisce «pretestuoso
lo sdegno dell’assessore Fenili, il quale, pur non essendo parte
in causa, si permette di considerare “inconcepibile” una scelta,
che, invece, è frutto di democrazia, in quanto ratificata dagli
organi che, in base alle normative vigenti, hanno competenza su tale
tipo di decisione». Rivolto all’assessore: ««Vorrei,
richiamarlo al rispetto di questi ultimi, facendogli anche notare
che la morale è colma di sfaccettature soggettive e che il suo
punto di vista potrebbe non essere condiviso». In
conclusione Rosati ribadisce che che l’incontro con Agostinelli,
«non è affatto “una perdita di tempo”, se considerata fine a
se stessa - soprattutto in una cultura “figlia” della dialettica
come la nostra-, ma si rivela poco consona all’ambiente
scolastico, palestra di un pensiero improntato alla laicità e alla
molteplicità di opinione». Il rappresentante degli studenti
si rallegra perché la mozione del consiglio di istituto «non sia
stata disapprovata dal corpo studentesco, a riprova della validità
dei valori propugnati dall’istituzione». Il Tirreno
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Dopo la
visita del vescovo Agostinelli si traggono alcune conclusioni
28.03.06
Il vescovo ha preso a cuore
Roccastrada, si è calato nella realtà locale con
l'attenzione e la cura di un parroco, ne ha analizzato le fragilità,
ha eseguito la diagnosi, ha proposto alcune soluzioni.
Ha trovato una base cattolica per lo
più tradizionalista, datata ma soprattutto divisa.
Su 2600 abitanti solo 200 vanno alle
messe festive. Una
catechesi degli adulti deserta. Processioni che stentano
a trovare braccia per sollevare le statue.
Di contro si è reso conto del
forte impegno della Confraternita con un centinaio di associati,
col 118, e l'assistenza agli anziani.
Al contorno ha preso atto delle
periodiche iniziative sociali della Missione in Bolivia e
del Comitato don Bailo
Insomma una comunità ecclesiale
che "dentro il tempio" è in sordina , ma
"fuori dal tempio" mostra spunti innovativi
interessanti. Il
vescovo ha incontrato tutti ma si è rivolto in
particolare ai cattolici che rappresentano almeno il 60%
della popolazione.
L'operazione è quella del
recupero di questo 60% che spesso, in casa,
tiene la foto di papa Giovanni vicino a quella di Gramsci
Per tentare questo recupero del
mondo cattolico ha incoraggiato il dialogo con il mondo laico.
Ha stimolato la Confraternita ad
uscire nella società civile per farsi promotrice di
evangelizzazione.
Ha offerto al parroco uno
strumento di dialogo con la società civile aprendo un nuovo
centro parrocchiale.
Perché tutto ciò non divenga ritenuta una nuova crociata c'è
chi ritiene necessario che la generazione di
cattolici roccastradini che con i
suoi legami culturali, politici ed economici, ha ibernato per
40 anni l'impulso innovatore del concilio dovrebbe ora
farsi da parte lasciando alle nuove generazioni la libertà di
dialogare senza complessi.
Ha indicato come banco di prova di
questo nuovo impegno fra la gente l'espansione della
carità come ad esempio l'assistenza all'anziano sul
territorio.
Ha invitato quindi, Chiesa e Confraternita, ad una
più stretta collaborazione per rendere visibile
quel nuovo concetto di parrocchia denominata
"locanda dell'uomo ferito." Uscire dal
tempio", come metodo di dialogo, significa
infatti far funzionare il nuovo centro parrocchiale
e proporre una migliore qualità della vita.
Ora sta ai cattolici roccastradini approfittare di
queste opportunità aprendo con coraggio un nuovo
laboratorio culturale che testimoni, anche a quel
40% di non credenti, che la religione è
soprattutto proposta di unione e a
Roccastrada dal 2003 gira in rete su questo
blog di area cattolica, "Esperienze
roccastradine", che analizza la situazione
cattolica locale, stimola e informa, nella
trasparenza.
Da spauracchio per i preti Roccastrada oggi è
il banco di prova per saggiare le qualità
pastorali di questo vescovo e dei suoi preti
soprattutto quelli di nuova generazione.
Forse il vescovo non riuscirà a
cogliere tutti e subito i frutti della sua
semina a Roccastrada, ma già all'apertura del
nuovo anno liturgico, nel prossimo settembre,
potrebbe essere possibile una prima verifica
degli effetti concreti di questa visita
pastorale: con un nuovo stile e con nuovi
uomini di buona volontà. Sembra
definitivamente accantonata la questione
cappella al Portoncino e la rivendicazione sugli
immobili delle suore il cui terreno era stato
donato per fini sociali e religiosi e si punta
tutto su questo centro parrocchiale e l'auspicio
è che riesca a ricompattare le due anime dei
cattolici locali. Non sarà facile
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STORIA
DEL NUOVO CENTRO PARROCCHIALE
28.03.06 La sala di 200 mq si trova in largo Dante Alighieri in un
fabbricato del primo dopoguerra (1920) posto fra il palazzo
comunale, il Teatro, l' Arci, un'agenzia immobiliare e
l'agenzia MPS. Dal
1925 è stata sala per il cinema muto a Roccastrada e
quando un ciclone abbatté il tetto del teatro comunale molte
delle attività artistiche si spostarono lì.
Fino
agli anni 50 è stata utilizzata come sala delle feste paesane per
poi far posto alle attrezzature del consorzio. Per la
scelta della sala ci sono state le consulenze di alcuni del consiglio
pastorale e di alcuni imprenditori roccastradini. L'immobile è di
proprietà del consorzio agrario di Grosseto e per ora l'immobile
è in uso alla parrocchia.
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LA
RICONQUISTA CATTOLICA 28.03.06
I
cattolici roccastradini alla riconquista di Roccastrada. Dopo
oltre 100 anni di isolamento il cattolicesimo roccastradino è
impegnato a risalire la china. La
visita del vescovo Agostinelli sembra accompagnata da
una spinta propulsiva che prelude anche un probabile rinnovamento
di stile e di uomini. Allo
slogan del vescovo "Uscire dal tempio" per stimolare i
cattolici roccastradini a partecipare, senza complessi, alla vita
sociale del paese come "sale e lievito", il vescovo
fa seguire infatti anche una iniziativa concreta, l'apertura di un
nuovo centro parrocchiale distante dalla chiesa e posto
proprio nel cuore del paese. La
posizione strategica del nuovo centro, che si trova nella sede
dell'ex consorzio agrario, rappresenta senza dubbio la volontà di
ricucitura dei cattolici con il territorio riposizionando
l'influenza della chiesa nel baricentro della vita cittadina
tra il Palazzo Comunale, il Teatro e i circoli ricreativi di
Roccastrada. Si
ristabilisce così, fra sacro e profano, una sorta di equilibro
neo-medioevale, quando di fronte al palazzo civico si
contrapponeva la chiesa e viceversa. Con
una variante. Che, con il nuovo centro, acquista
visibilità anche la cosiddetta "locanda dell'uomo
ferito" cioè quell'idea di parrocchia vicina ai
problemi della gente. Il
conseguente "full immersion" con la società
civile porterebbe probabilmente a nuove forme di collaborazione
ed integrazione e ad un arricchimento reciproco fra mondo laico e
mondo cattolico dopo il secolare isolamento di quest'ultimo.
L'emarginazione
cattolica a Roccastrada inizia infatti nel 1891 quando,
nonostante la spinta innovativa della Rerum Novarum, la chiesa
roccastradina si giocherà il rapporto con la popolazione
parteggiando per gli agrari locali nella lotta per la
rivendicazione degli Usi Civici. Poi,
nel 1929 anno dei Patti Lateranensi, i cattolici
roccastradini si inchineranno al governo fascista demolendo
la seicentesca chiesa della
Confraternita posta strategicamente
in mezzo alla piazza principale, per far posto al simulacro di
una guerra contentandosi, in cambio, di una chiesetta di
periferia nel rione Convento. Con questo nuovo centro
sociale è la svolta: i cattolici riconoscono coi fatti, dopo 77
anni, l'errore storico di aver delegato ad altri e per
troppo tempo l'identità del paese. Il
compito ora sembra quello di accorciare questo gap maturato
attivando nuove opportunità di dialogo tra le vivaci attività
della Biblioteca Comunale, dell'Arci, del Teatro Comunale, oltre
che con l'associazionismo locale, un incontro che accentuerà senza
dubbio la dialettica sociale, culturale e politica nel
paese.
Molti,
nell'area cattolica, si attendono infatti che il centro
parrocchiale diventi anche palestra di formazione di una
nuova classe dirigente.
Al
momento, per la nuova infrastruttura, restano da superare solo
problemi di gestione ma l'occasione storica di recuperare il
tempo perduto stimolerà molti cattolici ad uscire allo scoperto
e a contribuire direttamente per garantire una loro
presenza tangibile in paese come non avveniva da secoli
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Roccastrada
(GR): negata al vescovo la visita alla scuola
27 marzo 2006 La preside
dell’Istituto statale di istruzione superiore “Bernardino
Lotti” di Massa Marittima, Laudomia Benedetti, con l’avallo
del consiglio d’istituto, non ha permesso al vescovo della
diocesi di Grosseto Franco Agostinelli, in visita pastorale a
Roccastrada, di incontrare al mattino i ragazzi della sede
distaccata dell’Istituto tecnico per il turismo. Le
visite pastorali nelle scuole sono vietate. I vescovi e i parroci
lo sanno, ma ci provano lo stesso, confidando sulla supina
acquiescienza delle dirigenze scolastiche. Ogni tanto questo non
accade, e qualcuno dice no. I giornali ne danno notizia con grande
enfasi. Ma non è una notizia: è l’applicazione della legge. In
Italia, oramai, applicare la legge fa notizia? UAAR -Unione Atei e
Agnostici Razionalisti.
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CHIESA: VISITE PASTORALI,
SCUOLE VIETATE A VESCOVO GROSSETO (ANSA)
GROSSETO, 27 MAR Visite pastorali in tutti i comuni della Provincia,
generalmente anche con un Consiglio comunale convocato per
l'occasione, ma non in tutte le scuole, due delle quali una a
Roccastrada, l'altra a Montieri non hanno dato l'autorizzazione al
vescovo di Grosseto, Franco Agostinelli, ad un incontro con gli
studenti. E se dopo il primo caso, benché monsignor
Agostinelli non nascose la sua amarezza, si pensò a un
"incidente di percorso" causato da cavilli burocratici del
regolamento della scuola, dopo il secondo la situazione ha iniziato
ad attirare l'attenzione anche degli amministratori locali che non
hanno gradito il veto posto dai dirigenti scolastici. Davanti a
questi episodi, il vescovo si è espresso con una nota in cui
sottolinea la necessità di interpretare giustamente la parola
"laicità", che altrimenti "scade in grave e
pericolosa chiusura". "Dalla fede cristiana scrive il
vescovo scaturisce la passione al bene concreto e integrale di ogni
uomo. Sono perciò più che mai convinto che la giusta distinzione
dei ruoli e degli ambiti non possa e non debba impedire la reale
possibilità di un confronto e di un dialogo a tutti i livelli e con
chiunque. Diversamente un' interpretazione discutibile e formale del
valore della laicità scade di fatto in una grave e pericolosa
chiusura. Con Benedetto XVI penso invece che occorra una laicità
positiva, che garantisca a ogni cittadino il diritto di vivere la
propria fede religiosa con autentica libertà anche in ambito
pubblico gli steccati, vecchi e nuovi, non giovano a nessuno".
A Roccastrada il vescovo, dopo aver incontrato gli alunni delle
scuole elementari e medie, non ha potuto fare altrettanto con gli
studenti dell'Istituto tecnico per il Turismo perché la dirigente
scolastica comunicò di non poter autorizzare una visita che non
rientrava nel programma approvato ad inizio anno dal Consiglio
d'Istituto. Monsignor Agostinelli, allora, munito di ombrello e
accompagnato dal parroco del paese, attese sotto la pioggia la fine
delle lezioni e, all'uscita, parlò con gli studenti per la strada.
"Se si è trattato solo di questioni burocratiche dice il
sindaco Leonardo Marras (Ds) dovevano essere superate. Io sono del
parere che le istituzioni pubbliche siano laiche e, quindi, devono
restare aperte a ogni stimolo. Non sono d'accordo con questa
decisione". Stesso atteggiamento, il vescovo, lo ha trovato a
Montieri, comune a pochi chilometri di distanza dal primo niente
autorizzazione per un incontro nelle scuole materne, elementari e
medie che era stato chiesto per il prossimo futuro. E anche qui,
alla vigilia di un Consiglio comunale convocato in seduta
straordinaria proprio per fare gli onori di casa a monsignor
Agostinelli, gli amministratori si sono detti contrariati. (ANSA).
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Vietato
al vescovo l'incontro con le scuole 27
MARZO 2006 Dirigenti scolastici di Roccastrada e Montieri
hanno vietato al
vescovo di
incontrare gli studenti. Il divieto
non è piaciuto agli amministratori locali - Hanno
vietato al vescovo
di incontrare gli studenti poiché la visita non rientrava nel
programma approvato all'inizio dell'anno dal Consiglio d' Istituto.
La decisione è stata presa dai dirigenti di un istituto tecnico per
il turismo, a Roccastrada, e da quelli delle scuole
materne, elementari e medie di Montieri, dove il vescovo
Franco Agostinelli si era recato in visita pastorale.
Dalla parte del religioso si è schierato anche il sindaco diessino
di un paese. Di fronte a episodi di questo genere,
il vescovo ha
sottolineato la necessità di interpretare giustamente la parola ''laicità'',
che altrimenti ''scade in grave e pericolosa chiusura''.
Il veto posto dai dirigenti scolastici non è piaciuto neanche agli
amministratori locali. Il
sindaco diessino di Roccastrada, Leonardo Marras, ha affermato che
''se si è trattato solo di questioni burocratiche
dovevano essere superate'' ed ha aggiunto che ''le istituzioni
pubbliche sono laiche e quindi devono restare aperte a ogni stimolo''.
Il Giorno
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Consiglio
comunale all'insegna dell'unità
25.03.06 15
consiglieri presenti sindaco compreso la giunta quasi al
completo, mancava l'assessore alla cultura. Pubblico
scarno, solo da una dozzina di persone.
Marras ha aperto, nel rispetto delle reciproche autonomie, alla
"collaborazione e all'incontro" tra società civile e
la chiesa locale sottolineando come questa collaborazione
peraltro esista già da dieci anni con la Missione in
Bolivia e da ben 40 anni con la Confraternita di Misericordia.
Occorre
secondo il sindaco indirizzare la società civile ad operare
insieme alla chiesa per la cooperazione internazionale e per la
pace ricordando l'enfasi di GPII nel condannare la guerra
preventiva all'Irak.
La Cittadini per smorzare subito i toni ha ribadito di
parlare non per un gruppo di opposizione ma per un gruppo di
minoranza (che era al completo) ha approvato quasi completamente
la relazione Marras
e ha
ribadito che negare la visita alla scuola da parte del Vescovo,
pur negativo che sia stato, può essere anche un elemento di
riflessione nelle famiglie e fra la popolazione per capire dove
sta andando la nostra società civile. Berti il
vicesindaco ha salutato il vescovo Il
vescovo in consiglio ha ricordato le sue radici popolari
quando nell'aretino da giovane seminarista andava nelle miniere di
carbone del Valdarno ad affrontare le loro problematiche con gli
operai. Ha
messo sul tappeto una strategia di collaborazione con il comune
basato su 6 punti:
La
persona come prima attenzione
La
reciprocità, la chiesa offre e il comune fa altrettanto
La
ricerca dei valori fondamentali che ci sono anche fra forze
politiche differenti
Il
pluralismo razziale, religioso e politico da garantire
Il
bene comune nelle decisioni da prendere insieme
La
sussidiarietà e la solidarietà con la cooperazione
internazionale come campo di prova della sperimentazione.
"Su
questi temi dobbiamo incontrarci per un buon governo dei
cittadini" - ha detto il vescovo.
"Non
vogliamo creare scatole vuote ma ricolme di passione educativa e
di luoghi educativi, con l'avvertenza che i luoghi cosidetti
educativi, siano davvero tali, prima di crearli bisogna costruire
i formatori che li devono animare e presidiare."
Il
riferimento è anche al nuovo centro parrocchiale che ieri
sera ha visto il buco dei cattolici, in tutto una 50 di persone
fra cui 30 bambini. Il problema grosso è da chi e come verrà
gestito.
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Il
vescovo nelle aule divide le coscienze
Tra i non cattolici molti
disapprovano il no all’incontro con gli studenti
28.03.06. Le scuole vietate al vescovo di Grosseto
Franco Agostinelli in visita pastorale (prima a Roccastrada, poi a
Boccheggiano), divide le coscienze, anche quelle laiche. Nello
stesso Sdi, che con La Rosa nel pugno percorre la strada elettorale
di una forte laicità, le posizioni sono diversificate, per quanto
tutte ricondotte sotto il principio: libera Chiesa, in libero Stato.
Il segretario provinciale, Monaci, dice che, come quei presidi, non
avrebbe consentito l’incontro col vescovo durante l’orario
scolastico (se non nell’ora di religione), mentre il consigliere
regionale, Tei, defisce la faccenda un falso problema. Il sindaco
diessino di Roccastrada, Marras: «Se si è trattato solo di
questioni burocratiche dovevano essere superate. Io sono del parere
che le istituzioni pubbliche siano laiche e, quindi, devono restare
aperte a ogni stimolo. Non sono d’accordo con questa decisione».
Contrariati anche gli amministratori di Montieri.
Davanti a questi episodi, il vescovo ha inviato una nota in
cui sottolinea la necessità di interpretare giustamente la parola
«laicità», che altrimenti «scade in grave e pericolosa chiusura».
«Dalla fede cristiana - scrive il vescovo - scaturisce la passione
al bene concreto e integrale di ogni uomo. Sono perciò più che mai
convinto che la giusta distinzione dei ruoli e degli ambiti non
possa e non debba impedire la reale possibilità di un confronto e
di un dialogo a tutti i livelli e con chiunque. Diversamente
un’interpretazione discutibile e formale del valore della laicità
scade di fatto in una grave e pericolosa chiusura. Con Benedetto XVI
penso invece che occorra una laicità positiva, che garantisca a
ogni cittadino il diritto di vivere la propria fede religiosa con
autentica libertà anche in ambito pubblico». Il Tirreno |
«Anche
per me la scuola è laica»
28.03.06. Usa toni bassi Franco Agostinelli che, risponde al
polverone, con un comunicato conciliante, rifiuta le interviste,
sfugge all’ipotesi di conferenze stampe e accetta soltanto di
rispondere a qualche domanda da inviargli via fax. E via fax
risponde. Busserò ad ogni porta - dice - aggiungendo che non va
nelle scuole per fare catechesi «perché anche per me la scuola è
laica», un luogo «dove si fa cultura», ma sottolineando «da noi
cultura cattolica nel rispetto delle nostre radici».
Monsignore, si aspettava il no di Roccastrada?
«No, non me l’aspettavo, anche perché ovunque ho trovato
accoglienza e disponibilità sia dai dirigenti scolastici, sia dagli
insegnanti. Il rapporto con gli alunni poi è stato ottimo e
gratificante, per le numerose domande che mi hanno rivolto,
moltissime delle quali molto profonde e pertinenti a problemi seri e
attuali; è proprio vero che i giovani, al di là delle apparenze,
sopravanzano noi adulti per serietà e responsabilità».
Cosa le hanno detto i ragazzi che ha atteso fuori dal
cancello?
«L’incontro è stato molto breve, c’era fretta di tornare
a casa e il tempo non era dei migliori. È stato un saluto, un
augurio e una stretta di mano molto cordiale e spontanea. Con alcuni
di loro ho avuto modo di incontrarmi in occasione dei vari
appuntamenti previsti dal programma della visita pastorale».
Perché non ha invitato gli studenti ad un incontro al di
fuori dell’orario scolastico? Oppure, perché non ha chiesto di
poterci parlare nell’ora di religione?
«Perché non faccio io il calendario e il programma delle
visita pastorale; io indico le linee e gli incontri da prevedere, ma
poi spetta ad altri ordinare i vari appuntamenti. Sono comunque
disposto ad ogni modalità pur di poter dialogare con i giovani e
gli alunni, nella certezza che tra noi abbiamo qualcosa da dirci,
senza pregiudizi o preconcetti ideologici».
Boccheggiano: è vero che sono in corso contatti per
incontrare gli studenti?
«Non so se ci sono trattative in corso, ma lo dubito visto il
netto rifiuto da parte dei responsabili. Comunque sia, o a scuola, o
in altro luogo, io incontrerò i ragazzi della scuola elementare di
Boccheggiano».
Quali altre scuole ha visitato, sinora, senza problemi?
«Fino ad ora sono potuto andare in tutte le scuole dei paesi
visitati, senza alcun problema e con totale soddisfazione da parte
di tutti. Anzi prendo occasione per ringraziare, oltre i ragazzi ed
i bambini, anche i dirigenti scolastici e gli insegnanti per la loro
cortesia e gentilezza. Loro possono testimoniare che il Vescovo non
va nelle scuole a fare catechesi, perché anche per me la scuola è
laica e il luogo dove non si fa catechesi ma cultura e da noi
cultura cattolica nel rispetto di quelle che sono le nostre radici,
la nostra storia, il nostro vissuto, le nostre tradizioni».
Quali altre scuole si propone di visitare da qui alla fine
della visita pastorale?
«Se mi è concesso, mi propongo di visitare tutte le scuole
della nostra Diocesi; busserò ad ogni porta, chiederò permesso e
se vorranno accogliermi sarò lieto di poter condividere con gli
alunni i problemi, le attese e i sogni che accompagnano la loro vita
e cercare di dare risposta alle loro legittime aspettative; con gli
insegnanti vorrei condividere la “passione educativa” che deve
caratterizzare, al di là di ogni diversità, l’obiettivo del bene
comune della gente, in particolare dei nostri giovani».Il Tirreno |
Il
segretario dello Sdi dà ragione ai dirigenti scolastici
Monaci: «Avrei agito come
quei presidi»
28.03.06. «Nei loro panni avrei fatto quello che
hanno fatto i presidi di Roccastrada e di Boccheggiano». Giuseppe
Monaci, segretario provinciale del laico Sdi, non ha dubbi. «Al
vescovo nell’esercizio del suo ruolo - dice - va tutto il mio
rispetto e ritengo che sia logico che voglia incontrare le varie
realtà, e quindi anche il mondo della scuola. Penso, però che un
incontro con gli studenti in orario scolastico sia un’istanza
terza e quindi bene hanno fatto i dirigenti, se non c’è una
programmazione, a negarlo».
La cosa più equilibrata, secondo Monaci, sarebbe stata «una
richiesta fatta per tempo nei confronti della quale l’istituzione
scolastica non avrebbe avuto motivo di dire di no, magari indicando
ai ragazzi ora e luogo per un incontro al di fuori dell’orario di
lezione. E se, invece, l’incontro era da farsi durante l’orario
scolastico, non vedo perché non usare l’ora di religione visto
che c’è. Insomma, è solo un problema di modalità e di approccio
sereno alle cose».
Francesco Giorgi, membro dello stesso partito, ha più dubbi:
«Sebbene io condivida i valori laici e quindi anche la difesa della
scuola pubblica senza particolari tendenze per un confessione
piuttosto che per un’altra - dice -, ritengo che in questa vicenda
ci sia stato un eccesso di zelo laico. Io sono per la laicità dello
Stato e della scuola, ma sono soprattutto per una scuola pluralista
e quindi per un valore che è alla base della democrazia. Il che
sigifia che bisogna essere aperti al dialogo con chiunque. Dal mio
punto di vista, insomma, sarebbe stato più utile far entrare il
vescovo, invitandolo a discutere fra laicità e intromissione della
Chiesa nella vita pubblica. La verità è che ci stiamo polarizzando
troppo tra bianco e nero, mentre bisogna essere ragionevoli e
tendere a formare le coscienze. Non me la sento di giudicare
negativa la volontà del preside, ma avrei scelto il confronto, e
avrei organizzato un incontro anche col rappresentante di qualche
movimento laico per dare una panoramica completa delle problematiche
della scuola pluralista e aconfessionale». Il Tirreno
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Don
Franco: «Fummo noi ad accogliere gli albanesi»
GROSSETO. Monsignor Franco Cencioni il no
della scuola di Boccheggiano proprio non l’ha digerito. E neanche
lo nasconde. «Ho insegnato una vita - dice -; in base al nuovo
concordato, è il vescovo che designa gli insegnanti di religione e,
poi, non gli si consente l’accesso in una scuola dove ci sono
coloro che lui stesso manda ad insegnare?».
Monsignore, ma in quella scuola ci sono molti molti alunni
musulmani. O no? «Forse si è dimenticato che quando avemmo il
primo grosso arrivo di albanesi, la prefettura chiese a noi di
accoglierli nella Casa Vacanza che abbiamo proprio a Boccheggiano.
Dicemmo di sì subito. Facemmo accoglienza, mai proselitismo. Noi
lavoriamo per unire, non per dividere. La verità è che si
dimentica che i consigli scolastici hanno le loro prerogative e i
genitori cattolici li hanno disertati. Per quanto ci riguarda non
intendiamo raccogliere alcuna polemica, né, tantomeno, guanti di
sfida». Il Tirreno |
Una
studentessa del liceo scrive Giusto non far entrare il vescovo 27.03.06.
Ilaria Mugnai, studentessa del quarto anno del liceo classico
Bernardino Lotti «quello che ha vietato l’incontro con il Vescovo»
ci scrive per far sentire la voce di una «diretta interessata».
Dice la studentessa: «Lo stato, e quindi la scuola pubblica,
sono laici. Ritengo - aggiunge Ilaria Mugnai - la fede un qualcosa
di estremamente personale e soggettivo, e di certo nulla mi vieta,
uscita da scuola di andare in chiesa. Non è quindi assolutamente
giusto che l’Istituzione scuola(inteso come il gruppo degli
studenti) partecipi ad un incontro col clero». Se la scuola avesse
organizzato l’incontro col vescovo sarebbe stata «una mancanza di
rispetto a un principio scritto anzitutto sulla costituzione e
secondo una mancanza di rispetto per gli atei e tutti coloro che
sono di fedi diverse».
Scrive ancora la studentessa: «Ritengo invece proficuo l’incontro
con un rappresentante del clero per discutere sui grandi temi della
morale (esempio il video portato nelle scuole dal professor Viale
sull’eutaniasia), ma non ritengo utile un incontro senza nessun
motivo, come si prefigurava essere questo. Non ho ritenuto,
diversamente da alcuni, l’incontro come una perdita di tempo, ma
come un qualcosa di sbagliato in se stesso. Pretendo - afferma nella
lettera - che la scuola, come insegnamento fondamentale, ci insegni
a rispettare le leggi, e di conseguenza ci insegni ad essere laici e
rispettare il diritto di tutti. La decisione presa dal Consiglio
d’Istituto - aggiunge Ilaria Mugnai - è un ottimo passo verso
questo». Il Tirreno |
L’assessore
«Un gesto inconcepibile»
25.03.06. «A mio avviso è inconcepibile la
scelta di non permettere al vescovo Franco Agostinelli di incontrare
i nostri ragazzi dell’Istituto superiore. Non so come possa essere
stata giustificata questa decisione dalla presidenza dell’Istituto
statale «Bernardino Lotti» di Massa Marittima ma credo che il
breve saluto di un’autorità religiosa e morale come un vescovo
non sia un momento di distrazione o, peggio ancora, di divisione
bensì un passaggio e un messaggio positivo, per tutta la società,
dai più piccoli agli anziani».
E’ il commento dell’assessore al Comune di
Roccastrada Roberto Fenili, impegnato nel volontariato
cattolico e amministratore della locale Misericordia della
Confraternita. La visita pastorale del vescovo, evento che capita
raramente, è stata forse male interpretata». «Mi aspetto -
conclude - che i genitori chiedano spiegazioni su ciò che è
accaduto. Personalmente mi dispiace di una chiusura così netta,
forse una soluzione la si poteva trovare, anche perchè ovunque il
vescovo ha potuto fare serenamente gli incontri con gli studenti».
Il Tirreno |
Un genitore « È
una scelta coraggiosa » 25.03.06. «Il
consiglio d’istituto e/o la preside del “Turistico”, che non
hanno permesso agli studenti di uscire per incontrare il vescovo
ritengo che abbiano compiuto una scelta in linea con i tempi,
coraggiosa, da sottolineare in positivo». A parlare così è il
genitore di un bambino che invece il vescovo lo ha incontrato, al
centro civico, e che preferisce non essere nominato.
«In un periodo in cui la Chiesa, attraverso il solito
cardinal Camillo Ruini, influenza più che mai le politiche
(sociali, scolastiche, e non solo) dei due poli, ad ogni livello,
questo rigurgito di autonomia, peraltro in linea - mi dicono - con
le disposizioni del Ministero della Pubblica istruzione, trattandosi
di una scuola pubblica, lo trovo più che mai legittimo».
«Ora - conclude il genitore, scherzando - immagino le
polemiche che seguiranno e le prese di posizione contro la preside.
Scenderanno in campo tutti: politici di ogni razza e colore, fedeli
e quant’altro. Nemmeno fossimo al “Chelli”, a Grosseto, invece
che nella rossa Roccastrada, da sempre terra di mangiapreti,
orgogliosamente diversa, ospitale, multirazziale». Il Tirreno |
Il
consiglio ha deciso all’unanimità e tutti devono rispettare le
regole. 25.03.06. Non si sottrae alle
spiegazioni su quanto accaduto ieri a Roccastrada la preside del «Lotti»,
Laudomia Benedetti. «Io sono abituata a rispettare le normative, a
rispettare gli organi che hanno competenza su questo tipo di
decisioni. Il consiglio d’istituto, all’unanimità, ha stabilito
che non si può interrompere l’attività didattica, derogando alle
disposizioni vigenti, e io ho semplicemente comunicato questa scelta
alla Diocesi. Di conseguenza, ieri, i ragazzi non sono potuti uscire
per incontrare sua eccellenza. I fatti sono questi». La
professoressa Laudomia Benedetti, preside dell’Istituto tecnico
per il turismo di Roccastrada, sede distaccata del «Bernardino
Lotti» di Massa Marittima, ha una lunga esperienza come dirigente
scolastico; è stata anche al liceo scientifico «Guglielmo Marconi»
di Grosseto.
Non c’era un modo per venire incontro alla richiesta del
sacerdote di Roccastrada? In fondo si trattava di perdere un’ora
di lezione per ascoltare le parole di un’autorità religiosa,
morale.
«Guardi, la richiesta è pervenuta nei giorni scorsi, a
ridosso dell’evento, e il consiglio d’istituto programma le
varie attività, le uscite, all’inizio dell’anno scolastico.
Comunque ne abbiamo parlato nel corso dell’ultima riunione e,
ripeto, all’unanimità, è stato deciso di non derogare. Peraltro
ritengo che, in questa settimana, non siano mancate a Roccastrada le
occasioni per incontrare e ascoltare il sacerdote e il vescovo,
fuori dalla scuola intendo».
Ma i ragazzi di materna, elementare e media, che fanno capo
all’Istituto comprensivo di Roccastrada, sono usciti e hanno
incontrato monsignor Agostinelli, al centro civico.
«Ho saputo. Ma io rispondo per studenti e insegnanti delle
mie scuole. Comunque ognuno fa le scelte che ritiene più opportune.
Lei sa che per autorizzare un’uscita degli studenti (accompagnati
dagli insegnanti) come quella che è avvenuta oggi (ieri ndr) ci
vuole una procedura ben precisa e una delibera?». Il Tirreno |
Negata
al vescovo la visita alla scuola.
25.03.06. E monsignor Agostinelli aspetta gli studenti
davanti ai cancelli sotto la pioggia Il prelato contrariato
per l’incidente «Evidentemente considerano il dialogo con me
un’inutile perdita di tempo. La preside
dell’Istituto statale di istruzione superiore «Bernardino Lotti»
di Massa Marittima, Laudomia Benedetti, con l’avallo del consiglio
d’isitituto, non ha permesso al vescovo della diocesi di Grosseto
Franco Agostinelli, in visita pastorale a Roccastrada, di incontrare
al mattino i ragazzi della sede distaccata dell’Istituto tecnico
per il turismo. La notizia, che circolava da giorni, ieri ha trovato
la conferma nei fatti.
Monsignor Agostinelli, che aveva programmato per venerdì
mattina una serie di incontri con le scuole del capoluogo, è stato
accolto al centro civico dai ragazzi di materne, elementari e medie
ma ha dovuto rinunciare alla presenza dei giovani del Turistico. Così
il vescovo, insieme a don Aimè e don Ermille (i sacerdoti in forza
alla parrochia di San Niccolò) ha deciso di attendere gli studenti
all’uscita, alle 13,30, fuori dai cancelli, sotto la pioggia, per
scambiare con loro due parole.
Il vescovo sapeva da tempo del mancato via-libera del
consiglio d’istituto ma ha sperato fino all’ultimo in una
mediazione, un ripensamento. Mercoledì sera, in un’affollata
assemblea con i volontari della locale Misericordia, Agostinelli era
tornato sull’argomento, con calore: «Non so se è vero, spero di
no, ma la preside delle scuole superiori avrebbe detto che la
richiesta è stata presentata troppo tardi e che comunque non vuole
perdite di tempo per gli studenti. Evidentemente considera la mia
presenza una perdita di tempo...».
La visita pastorale del vescovo Franco Agostinelli alla
comunità di Roccastrada (l’ultima l’aveva compiuta monsignor
Adelmo Tacconi alla metà degli anni Ottanta) si chiude oggi. In
programma l’incontro con il sindaco Leonardo Marras e gli
amministratori (si parlerà anche dell’episodio di ieri), poi nel
pomeriggio, alle 17, le conclusioni e i saluti nella Chiesa di San
Niccolò, dove si prevede il tutto esaurito. «E’ stata una
settimana impegnativa, ricca di spunti di dibattito - ha detto il
vescovo - Roccastrada è una realtà particolare, dove ho
sinceramente percepito l’attesa per il mio arrivo, peccato per
questo incidente...».
E in effetti il soggiorno del vescovo nel capoluogo collinare,
per una settimana, ha movimentato la vita sociale. Lo slogan di
Agostinelli, «Uscire dal tempio», per stimolare i cattolici
roccastradini a partecipare, senza complessi, alla vita del paese «come
sale e lievito», si è già tradotto in una iniziativa concreta:
l’apertura di un nuovo centro parrocchiale, distante dalla chiesa
e posto proprio nel cuore del paese. Don Ermille Berselli e i fedeli
hanno scelto infatti una posizione strategica, la sede dell’ex
consorzio agrario, posizionandosi nel baricentro della vita
cittadina, tra il palazzo comunale, il teatro dei Concordi e i
circoli ricreativi di Roccastrada. Questa sarà la «locanda
dell’uomo ferito», cioè quell’idea di parrocchia vicina ai
problemi della gente.
Qualcuno, come l’ingegner Mario Amerini, figura simbolo del
volontariato cattolico roccastradino, parla di svolta storica: «L’episodio
spiacevole del mancato incontro del vescovo con gli studenti del
Turistico non cambia i contenuti di una settimana molto positiva. La
visita di un’autorità morale, come quella del nostro vescovo, è
stata soprattutto l’occasione per analizzare la realtà, un
centro, Roccastrada, ancora tradizionalmente laico e anticlericale.
Cosa è emerso? Una fragile identità individuale in un contesto
ambientale, culturale ed etnico (a Roccastrada c’è una vasta
comunità di cittadini extracomunitari) molto più complesso e
articolato di quello trovato da Tacconi alla metà degli anni
Ottanta, in cui c’è bisogno di autocritica e dialogo». Il
Tirreno |
| Il vescovo in
visita a Roccastrada 24.03.06 Prosegue a Roccastrada la
visita pastorale del vescovo Franco Agostinelli, iniziata
nell’ultimo fine settimana. L’assessore Roberto Fenili ha fatto
gli onori di casa a nome del Comune, ricordando la coincidenza, nel
2006, del 40º anno della fondazione dell’Istituto Geriatrico, il
fiore all’occhiello dei cattolici roccastradini, struttura
realizzata nel 1966 da don Bailo e messa a disposizione di tutta la
comunità. «Siamo venuti in missione - ha risposto il vescovo - per
fare una diagnosi, applicare la pedagogia dei fatti e
rievangelizzare la chiesa dall’interno. Sono qui per fare proposte
concrete e non per fare miracoli». Ieri c’è stato l’incontro
con il volontariato della Confraternita. Venerdì 24, alle 21, altro
incontro collettivo nel nuovo centro parrocchiale. Sabato 25, alle
10, l’incontro con gli amministratori, poi le conclusioni della
visita pastorale che tirerà il vescovo stesso, alle 17, nella
Chiesa di San Niccolò, dove si prevede il tutto esaurito.- Il
Tirreno |
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